Benevento

Hanno lottato, manifestato, si sono rivolti al Tribunale e alla fine hanno esultato. “Perché per i figli si fa tutto”, ha commentato Elena Pinto, presidente di Faba, l'associazione dei familiari dei bimbi autistici che a Benevento questo pomeriggio ha convocato la stampa nell'aula consiliare di Palazzo Mosti a seguito della “sentenza del 29 maggio riguardante il diritto alla proroga dei trattamenti Aba in assistenza indiretta per i loro 27 bambini”. Soddisfazione pertanto è stata espressa dai genitori dell'associazione: “Siamo ovviamente soddisfatti”, ha sottolineando la presidente di Faba che in merito ha precisato: “In genere si richiede il riconoscimento di un diritto negato, invece nel nostro caso era stata negata la proroga di un diritto già riconosciuto”. Di qui l'auspicio che la sentenza emessa dal Tribunale di Benevento “possa rappresentare un segnale di speranza per altre famiglie che vivono la nostra stessa situazione”. Una sentenza definita “storica, proprio perché riguarda 27 bambini”, quindi la speranza dell'associazione all'indomani del risultato conseguito in aula di “poter riprendere presto con le terapie e che ritorni tutto com'era al 31 marzo”. Una causa, come si ricorderà, che le famiglie avevano intentato contro l'Asl di Benevento. Ed oggi sperano solo che venga al più presto ripristinato il servizio “già erogato in precedenza in forma indiretta dall'azienda sanitaria locale che, invece, aveva disposto l'attuazione degli stessi servizi in forma diretta”. Come precisato dall'avvocato Francesco Romano, che ha seguito le famiglie aderenti all'associazione: “I bambini erano già in trattamento – ha ribadito il legale - e l'Asl già erogava i trattamenti in forma indiretta per poi interromperli al 31 marzo. La sentenza ha ripristinato questo diritto al trattamento riconoscendo che laddove l'Asl non è nella condizione di erogare il trattamento in forma diretta attraverso il proprio personale, lo deve fare in forma indiretta facendo sì che le famiglie possano ricorre a soggetti terzi. In questo senso la sentenza è importante perché riconosce un diritto soggettivo perfetto nei confronti dei bambini”. Una giornata importante dunque per tutte le famiglie che come evidenziato dallo stesso avvocato ora sperano “che la Asl prenda spunto dalla sentenza per ripristinare il percorso terapeutico che già era in essere al 31 marzo”. Ma non solo. L'auspicio è l'avvio di un dialogo costruttivo tra l'azienda e le stesse famiglie: “Spero che la Asl stabilisca con le famiglie un punto di contatto. La posizione dell'associazione non è di contrasto all'assistenza diretta - ha ribadito Romano - ma l'importante è che il passaggio dalla forma indiretta a quella diretta avvenga in continuità terapeutica”.