Benevento

Una nonna e la nipotina. Passato, presente e futuro. Un passaggio di consegne simbolico che si riflette nella bandiera italiana appesa al balcone di un appartamento che domina piazza Castello. Vorrebbe sventolare ma non può, immagine di una festa, quella della Repubblica, inevitabilmente uguale a se stessa.

Oggi compie settantatre anni, come non celebrarla e continuare a farlo nonostante “l'incertezza del clima economico che in certe aree del Paese non sembra offrire prospettive a giovani e famiglie”, ha rimarcato il prefetto Francesco Cappetta leggendo il messaggio del presidente Sergio Mattarella.

Libertà, partecipazione, uguaglianza e pari opportunità: sono gli “ideali che vengono esaltati in questa giornata”, ha affermato il vice sindaco Mario Pasquariello. Valori – ha aggiunto - “che solo in parte sono realtà”, e che, dunque, bisogna tradurre sul piano della concretezza attraverso uno sforzo: “L'Italia ha bisogno di unità, di stringersi ancor di più attorno a determinati obiettivi da raggiungere”.

Dal canto suo, Antonio Di Maria, presidente della Provincia, ha insistito sull'importanza "della libertà e della democrazia", sul ruolo degli amministratori pubblici "per la tutela delle comunità che sono chiamati a guidare". Si chiama pubblico servizio, e dio sa quanto sia indispensabile una riflessione sul suo significato, sollecitata dal Capo dello Stato.

Cappetta e Di Maria, all'esordio, e Pasquariello, che ha sostituito il sindaco Clemente Mastella, sono state le uniche novità di una cerimonia scandita, sotto gli occhi di autorità, forze dell'ordine e militari, associazioni combattentistiche e di volontario, e qualche scolaresca, dalla rassegna del picchetto armato, dall'alzabandiera e la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti. Poi, la calata del Tricolore sulla facciata del Palazzo del Governo, affidata ai vigili del fuoco.