Benevento

Partiranno il prossimo 11 giugno le operazioni peritali affidate dal gip Giuliana Giuliano, ai professori Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio (con il chimico Aldo Di Nunzio) e Francesco Sessa, nel corso dell'incidente probatorio chiesto dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo nell'inchiesta sulla morte di Maria, 9 anni, rumena, che il 19 giugno 2016 era stata trovata senza vita, annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino.

Appuntamento presso l'Istituto di Medicina legale dell'Università di Catania, di cui Pomara è direttore, per l'avvio della rivalutazione dei campioni di più organi effettuato all'epoca, durante l'autopsia, dal professore Claudio Buccelli e dalla dottoressa Monica Fonzo, e di test di natura genetica.

Un lavoro che sarà svolto alla presenza dei consulenti di parte: nessuno per il Pm, il professore Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco per Daniel Ciocan, indagato da tre anni - difeso dall'avvocato Salvatore Verrillo -, ed i professori Tatiana Mangiullo e Marina Baldi, ed i criminologi Roberta Bruzzone e Nicola Caprioli per i genitori di Maria - anche loro indagati da qualche mese per violenza sessuale (a Daniel è contestato anche l'omicidio) -, rappresentati dagli avvocati Fabrizio Gallo e Serena Gasperini; un lavoro che dovrebbe precedere la riesumazione della salma della piccola, inzialmente prevista lo scorso 17 aprile e poi rinviata, al pari degli accertamenti, per una serie di problemi evidenziati dai periti scelti dal giudice.

Come più volte ricordato, l'incidente probatorio è stato fissato nel prosieguo dell'attività investigativa per altri sei mesi deciso a metà gennaio dal gip Flavio Cusani, che nella stessa occasione aveva anche archiviato la posizione di Cristina, sorella di Daniel. Lei ed un altro fratello, Cristian, sono stati convocati alcuni giorni fa come persone informate sui fatti, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ai carabinieri.