C'è desiderio di novità in serie B. Voglia di volti giovani, di idee nuove. Magari anche di ingaggi meno pesanti di quelli di certi “espertoni” della cadetteria. E' l'ultima moda, il trend del momento nella scelta dei nuovi allenatori. L'ha inaugurata il Pescara che è passato dai 63 anni di Bepi Pillon ai 41 di Luciano Zauri. Un salto generazionale mica da poco. L'esperienza del vecchio trevigiano surrogata dall'esuberanza dell'ex centrocampista di Atalanta, Lazio e Sampdoria. Al suo occhiello un fiore ancora molto piccolo: la vittoria nel campionato Primavera 2 col suo Delfino pescarese. Ora l'esame di laurea in serie B.
Ma quella che sembrava una scelta estemporanea e dettata dalle contingenze, è stato quasi uno squillo di tromba per tutti. E così l'Ascoli ha voluto fare ancora di più: ha dato il benservito a Vivarini (52 anni, mica nonno Abraham) e si preso un ragazzino veneto che potrebbe ancora calzare le scarpe bullonate: Paolo Zanetti, 36 anni, fiero timoniere del Sudtirol in serie C. Ne parlano tutti benissimo, vedremo cosa saprà fare in un campionato così difficile come quello di serie B.
Ma il trend è ormai intrapreso. Così anche lo Spezia, che ha divorziato da Pasquale Marino si sta guardando attorno con circospezione, annusando soprattutto gente giovane. Lo ha fatto con Cristian Bucchi, che come età è appena a quota 42, ma apre le porte anche a Luca D'Angelo, che di anni ne ha qualcuno in più, ma è più “naif” del collega avendo allenato sempre in Lega Pro e in categorie inferiori. D'Angelo è impegnato nei play off col Pisa, potrebbe staccare il biglietto della B coi toscani, ma se andasse male sul campo avrebbe una chance da giocarsi con le avances della società ligure.
Beata gioventù. La pensa così anche il Frosinone, che come il Benevento s'è costruito ormai da tempo la reputazione di “grande” in questa serie B. Eppure il patròn Stirpe non vuole affidarsi più ad un “mammasantissima”, preferendo un profilo decisamente giovane. Il presidente era andato deciso su Fabio Caserta, 40 anni, fresco della promozione in B con la Juve Stabia. Quando tutto era sembrato definito, il colpo di sena. Da Castellammare hanno fatto sapere che Caserta è sotto contratto e rimane alla falde del Vesuvio. Così la società ciociara, che ha divorziato senza pensarci da Marco Baroni, si mette di nuovo alla ricerca del tecnico per la nuova stagione. E tra i nomi, al di là di quello molto famoso di Alessandro Nesta (43 anni), ne sboccia uno semi-sconosciuto, quello di Federico Coppitelli, che di anni ne ha addirittura 35. Coppitelli è alla guida del Torino che ha raggiunto i play off per lo scudetto nel campionato Primavera. Praticamente ha fatto sempre l'allenatore, sin da quando giovanissimo ha lasciato il calcio giocato per laurearsi in Scienze Politiche. Nel Toro è il successore di Moreno Longo, che proprio da Frosinone ha spiccato il volo per la serie A. Chissà che il suo prossimo step non sia proprio al “Benito Stirpe”.
Inutile dire che anche le linee guida del Benevento sono da sempre rivolte a gente giovane e che abbia la voglia di arrivare in fretta nel calcio che conta. L'età degli ultimi due timonieri che si sono succeduti sulla panchina giallorossa la dice lunga sulle tendenze della società giallorossa: Roberto De Zerbi, classe 79, Cristian Bucchi, del 77. Si può dire che anche su questo trend il Benevento ha precorso i tempi.