Il Comitato Direttivo della Fillea Campania, riunitosi a Napoli con la partecipazione del segretario nazionale Maurizio Maurizzi, responsabile organizzativo, esprime vicinanza e solidarietà a tutti i lavoratori e le rispettive famiglie, coinvolti nella procedura di chiusura dell’attività dell’azienda Whirpool di Via Argine a Napoli e di tutti lavoratori dell’indotto ad esso collegati.
Alla vigilia di una grande manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL, 22 giugno a Reggio Calabria, che punta a rimettere le politiche di rilancio del mezzogiorno d’Italia al centro dell’agenda politica dell’azione di Governo, la chiusura di una realtà produttiva di respiro internazionale rappresenta un sfregio alla dignità dei lavoratori occupati e del Mezzogiorno stesso.
Governo e Regione, seppur oggi vicini alla vertenza e ai lavoratori, sembrano fornire inadeguate risposte alla scelta aziendale. Non serve minacciare l’azienda di revoca o restituzione dei finanziamenti, ne presenziare i cancelli davanti alla fabbrica. Le istituzioni, nazionali e territoriali, hanno il compito e l’obbligo di fare scelte di politica industriale che anticipi i cicli e le crisi industriali stessi creando le condizioni di sviluppo economico e occupazionale.
Napoli e la Campania stanno pagando un prezzo troppo alto alla lunga crisi economica nata dalla bolla speculativa di oltre oceano, ma aggravata dalla incapacità politica italiana, ad ogni livello, a dare risposte vere e concrete alle esigenze occupazionali del Paese.
La Fillea Campania ritiene grave e lesivo della dignità e della moralità dei lavoratori prima e dei cittadini dopo, il comportamento istituzionale di Governo, centrale e periferico, rispetto alla sordità che le istituzioni mostrano alle tante richieste di apertura di tavoli di crisi istituzionali inoltrate dalle federazioni e dalle confederazioni sindacali.
Bisogna aprire da subito una vertenza mezzogiorno che, con le istituzioni territoriali in testa e con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, nonché datoriali e politiche, metta la secolare questione meridionale al centro dell’agenda economica del governo per invertire da subito le politiche di investimento a favore del mezzogiorno.
Va contrastata ogni iniziativa, come quella del federalismo fiscale, che metta ancor di più la Campania e il Mezzogiorno ai margini dello sviluppo e della crescita.
L’Italia, una e indivisibile, ha sempre vissuto, sin dalla sua nascita, una velocità di crescita e di sviluppo differenziata e differente, che ha visto puntare sempre di più lo sguardo a nord, in termini di investimenti, anziché in maniera equitativo.
Se con la sospensione del codice degli appalti si consegna il settore delle costruzioni al malaffare e alle centrali criminali e mafiose, con la dismissione di importanti pezzi di produzione del manifatturiero locale, si consegnano intere generazioni nelle mani del caporalato criminale e della illegalità.
Whirpool, la Cgil accusa: Governo e Regione non danno risposte
Il Comitato Direttivo della Fillea Campania chiede che si apra subito una Vertenza Mezzogiorno
Rossella Strianese