Ha respinto ogni responsabilità rispetto ai due episodi che gli sono stati contestati, offrendo, per il secondo, la sua versione. Primo Aniello De Luca (avvocato Claudio Fusco), 36 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, lo ha fatto nella tarda mattinata nel carcere di contrada Capodimonte, dinanzi al gip Maria Ilaria Romano, nel corso dell'udienza di convalida del fermo al quale è stato sottoposto mercoledì, su ordine del sostituto procuratore Maria Colucci, dalla Squadra mobile.
Per lui le ipotesi di reato di furto, rapina impropria e lesioni. La prima è stata prospettata in relazione al colpo del 4 maggio in una tabaccheria al viale Principe di Napoli, per il quale De Luca è stato chiamato in causa da alcune immagini fissate da una telecamera.
Secondo gli inquirenti, è lui la persona immortalata; di parere opposto la difesa, che evidenzia l'assenza di elementi di somiglianza.
Quanto al raid in un locale di via Grimoaldo Re, per portar via una matassa di fili elettrici, De Luca ha sostenuto di essere arrivato da quelle parti in bicicletta, di essere entrato nell'immobile per consumare droga, e di essere fuggito quando si era trovato di fronte i poliziotti, facendone cadere uno a terra e scagliando contro di loro una tenaglia.
Dopo aver precisato di essere in carico al Sert, al quale aveva chiesto l'affidamento per quindici giorni delle necessarie dosi di metadone, De Luca ha spiegato di aver acquistato un biglietto aereo per l'Inghilterra per far visita al fratello e trovare un lavoro, e di averlo fatto solo di andata perchè a quello di ritorno, con rientro previsto il 21 giugno, avrebbe provveduto il familiare, ad un prezzo inferiore. Dunque, questa la sua tesi, nessuna fuga: un pericolo che aveva supportato il fermo del Pm.
Un provvedimento convalidato dal giudice, che ha disposto i domiciliari per De Luca