Benevento

Firmato questa mattina a Benevento il Protocollo d'intesa tra l'Ente Parco del Taburno e il dipartimento di Scienze e tecnologie dell'Università degli studi del Sannio per l'avvio dell'iter necessario per candidare l'area protetta al riconoscimento Unesco Global Geopark. Un obiettivo ambizioso, ma per il quale il Taburno sembra avere tutte le caratteristiche necessarie. Come evidenziato dal presidente dell'Ente Parco, Costantino Caturano: “E' sicuramente una candidatura molto importante, basta pensare che in Italia sono solo dieci i Parchi che hanno ottenuto questo riconoscimento e in Campania l'ha ottenuto solo il parco nazionale del Cilento Valle Piano. Ovviamente c'è stato un lavoro per capire se le caratteristiche del Parco possano essere effettivamente valide per ottenere questo riconoscimento e questo è stato fatto in collaborazione con l'Università, che ha realizzato una sorta di fotografia dal punto di vista della geo-diversità presente sul Tarbuno che può essere sicuramente interessante e insieme ad tanti altri settori, come l'agroalimentare di qualità, rende il territorio dell'area protetta molto caratteristico quindi in grado di poter sperare di ottenere questo riconoscimento”.

I tempi del progetto: “Una prima manifestazione ci sarà a fine luglio - ha spiegato Caturano – per poi presentare il dossier entro novembre ed entro fine aprile si dovrebbe arrivare ad ottenere il riconoscimento che durerebbe quattro anni, per poi dover presentare una revisione per il mantenimento di questo riconoscimento”. Si guarda dunque al futuro dell'area protetta affinché “il parco si svegli e torni ad avere la giusta attenzione. C'è bisogno di far conoscere il Taburno anche dal punto di vista scientifico - ha sottolineato il presidente - e tutto questo deve consentire all'Ente Parco di guardare anche ad altri settori, quindi non pensare solo ad un turismo attivo ma anche ad altre forme di attrazione che possono portare appassionati, ricercati e studenti alla scoperta dell'area protetta”.

Un progetto frutto del lavoro di ricerca portato avanti dall'Ateneo sannita: “Un lavoro molto importante e crediamo moltissimo in queste attività - ha commentato il direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie, Maria Moreno – sia per una collocazione più specifica sul territorio sia per la grande interazione che si può creare tra l'attività di ricerca e la produttività locale, fondamentalmente legato all'ambiente con tutte le varie problematiche sia nell'ambito geologico sia nell'ambito biologico”.