Che il reddito di cittadinanza facesse gola soprattutto a chi lavora “in nero” era nelle cose, soprattutto in un Paese dove spesso a vincere ed andare avanti non sono i più onesti ma i più furbi. Solo ieri in un controllo sui cantieri edili nel napoletano, sono stati scoperti e denunciati ben 5 operai che percepivano il reddito di cittadinanza ma che lavoravano senza un regolare contratto. A scoprirlo è stata la la task force di cui fanno parte l'Inps, l'ispettorato del lavoro e l'apposito nucleo dei carabinieri. Questo gruppo operativo è riuscito ad individuare i “furbetti del reddito di cittadinanza” proprio attraverso l'anagrafe di chi percepisce il beneficio deciso dal governo. I lavoratori ora perderanno il beneficio.
I 5 sono stati segnalati all'autorità giudiziaria e dovranno rispondere penalmente. Il reato potrebbe essere quello di truffa ai danni dello Stato.
Altri casi analoghi sono stati riscontrati nel napoletano come quello di un uomo che pur beneficiando del rdc lavorava in un negozio ortofrutticolo.
"Stiamo intensificando i controlli - dice il direttore dell'Inps di Napoli, Roberto Bafundi - e stiamo verificando che la rete creata tra i diversi rami dell'amministrazione sta funzionando come presidio di legalità nel territorio metropolitano".
Il Reddito di Cittadinanza si potrebbe dunque trasformare da misura che provava a coniugare lotta alla povertà e politiche attive del lavoro in una buona raccolta dati per far venire alla luce un mercato del lavoro sommerso.
Non essendoci stata quella valanga di rinunce pur raccontata (12 in tutta Italia, 4 a Napoli) i dati raccolti sono corposi e a questo punto si possono organizzare procedure di controllo più agili e diretti per colpire i soliti furbetti.