Sei anni per bancarotta patrimoniale fraudolenta, bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta preferenziale. E' la condanna chiesta dal pm Patrizia Filomena Rosa per le sette persone tirate in ballo da un'indagine della guardia di finanza sulla Cassa di mutualità di Morcone.
Si tratta di Nicola Parcesepe, 72 anni, Guglielmo Fusco, 68 anni, Antonio Parlapiano, 88 anni, Pasquale Rinaldi, 63 anni, tutti di Morcone, membri del Consiglio di amministrazione, e di Antonella Di Mella, 58 anni, tutti di Morcone, presidente del collegio sindacale, e dei componenti dello stesso: Antonella Gramazio (dal 2007 al 2010), 53 anni, di Benevento, e Tommaso De Capua, 67 anni, di Amorosi.
Il rappresentante della pubblica accusa ha poi proposto l'assoluzione di Di Mella, Gramazio e De Capua, “perchè manca la prova”, da un addebito di bancarotta fraudolenta per distrazione, e la dichiarazione di intervenuta prescrizione, per tutti, delle contestazioni di associazione per delinquere, false comunicazioni sociali, falso in bilancio, omissione delle comunicazioni agli organi di vigilanza. Le richieste sono arrivate al termine di un intervento andato avanti per un'ora e mezza, un lasso di tempo che la dottoressa Rosa ha impiegato per ricostruire i fatti al centro di un processo “molto complicato, con un'istruttoria iniziata circa quattro anni fa” (i rinvii a giudizio risalgono al luglio 2015, quando erano stati decisi anche du patteggiamenti ndr) e con reati ormai prescritti”.
La Cammo – ha aggiunto – "veniva percepita come una vera banca su cui fare affidamento per ogni operazione, gestita da persone conosciute nella zona”. Le prime voci di difficoltà, cui erano seguite alcune denunce in Procura, “erano circolate nel 2007”. Di qui l'avvio di un'inchiesta dalla quale è emerso “che dei circa 8 milioni di indebitamento della Cassa, oltre 5 facevano riferimento a poche posizioni. Si trattava, come li ha definiti la Finanza, di crediti incagliati”. Il Pm ha poi ricordato la “processione in aula delle parti offese” ed anche alcune testimonianze delle difese “che hanno confermato l'impianto accusatorio”.
In vita dal 1987, con un pacchetto di circa 900 soci, la Cammo, società cooperativa a responsabilità limitata, era stata posta in liquidazione coatta amministrativa il 16 novembre del 2011 con un provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico e la nomina del dottore Antonio Tozzi come commissario liquidatore, e poi dichiarata in stato di insolvenza dal Tribunale di Benevento nell'aprile del 2012.
Il 25 giugno spazio ai legali delle cinquantasette parti civili, rappresentate dagli avvocati Angelo Leone, Carmen Esposito, Giuseppe Bosco, Stefano Pescatore, Felicita Delcogliano, Nazzareno Lanni, Riccardo Venditti, Giuseppino Costanzo, Dionisio Lombardi, Massimiliano Toma, Antonietta Fortunato e Valerio Di Stasio.
Il 2 luglio ed il 17 settembre sarà invece la volta dei difensori: gli avvocati Roberto Prozzo (per Parcesepe e Fusco), Andrea De Longis junior (per Di Mella), Giuseppe Maturo (per Gramazio), Domenico Russo (per Rinaldi), Aurelio Di Mario e Francesco Del Basso (per Parlapiano), Antonio Barbieri (per De Capua).