Una brutta vicenda giudiziaria che si è conclusa nel miglior modo possibile per un giovane ventiseienne rumeno, R.A.,che, all'esito di un lungo dibattimento, si è visto assolvere con formula piena per non aver commesso il fatto dal tribunale Penale di Avellino, presieduto dal Giudice Vincenzo Landolfi.
Il fatto risale all'estate del 2009, quando un ex carabiniere in congedo, P.R., cinquantenne, residente a Pratola Serra, conosce in orario notturno davanti ad un bar il giovane avvenente rumeno.
Dopo un breve giro in macchina per le strade del paese, i due passata la mezzanotte salgono nell'abitazione del cinquantenne dove si trattengono per qualche ora consumando alcolici.
Il giorno seguente l'ex militare si reca presso la locale stazione dei Carabinieri per denunciare il furto ad opera di ignoti della propria autovettura, rinvenuta all'indomani parcheggiata per le strade del Comune di Prata con all'interno le chiavi.
Dopo circa due mesi, il cinquantenne italiano si reca nuovamente dai Carabinieri per integrare la precedente denuncia, specificando, questa volta, non solo le generalità del giovane rumeno che si era impossessato del veicolo, ma aggiungendo anche di aver subito, in quella medesima serata, anche il furto di un telefono cellulare e di un orologio d'oro sempre ad opera del medesimo giovane, il quale si era impossessato dei beni mentre il cinquantenne italiano si era recato in bagno.
Immediate quindi le ricerche del giovane rumeno e l'accusa mossa nei suoi riguardi, furto pluriaggravato in abitazione, con instaurazione del processo penale dinanzi al Tribunale di Avellino.
Nella giornata di venerdì scorso, il cinquantenne italiano 50enne è stato sottoposto ad un incalzante ed estenuante interrogatoirio da parte del difensore di fiducia del giovane imputato, l'Avvocato Rolando Iorio, all'esito del quale si assisteva alla frantumazione dell'intero castello accusatorio.
In particolare, l'avvocato Iorio ha evidenziato le numerose contraddizioni contenute nelle due denunce nonchè la presenza delle numerosissime discordanze tanto da rendere poco credibile l'intero racconto della persona offesa, ragion per cui il tribunale di Avellino ha mandato assolto il giovane rumeno per non aver commesso il fatto.
L'imputato, in base alle nuove sanzioni inflitte per i reati di furto in abitazione e furto con strappo, rischiava una condanna da tre a dieci anni.
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Accusato di aver rubato telefono e auto a un militare: assolto
La sentenza del tribunale di Avellino per un giovane rumeno
Redazione Ottopagine