Quando lo sport si accomuna alla storia, il mix può diventare esplosivo. E' avvenuto ieri a Benevento, quando nel suggestivo scenario del teatro romano, è stata accesa la fiaccola della trentesima edizione dell'Universiade. Un rito che si ripete da millenni: a partire dai solenni giochi ideati dai greci fino ad arrivare al manifestazioni che periodicamente si ripropongono in svariati parti del globo. Questa volta è toccata alla Campania, terra dai tesori immensi che a volte non sa rendersi pienamente conto del suo valore.
Un po' come Benevento. Quando si "disegna" un percorso che mostra tutte le meraviglie cittadine, lasciateci dagli antichi, non può che esserci un nodo in gola che evidenzia, in maniera sbalorditiva, la bellezza di simili manifestazioni che accomunano cultura e sport, due elementi che spesso vanno a braccetto.
I migliori sportivi sanniti, visibilmente emozionati, hanno sfilato a mo' di staffetta: Marianna Iadarola, giocatrice di pallavolo, ha dato il via, accompagnata da una folla entusiasta. Prima dell'accensione, la fiaccola passava di mano in mano, come se fosse un oggetto sacro da custodire. Il corteo si è mosso a passo svelto, non voleva perdersi neanche un minuto di una manifestazione suggestiva che è già entrata nella storia sportiva cittadina. All'Arco del Sacramento, dove c'erano delle figuranti vestite da streghe, la fiaccola è passata all'ex pugile Domenico Meccariello. Poi è toccato al rugbista Alessandro Valante dinanzi alle porte del Duomo, un "omone" che non ha nascosto l'emozione per l'onore che stava ricevendo, a suggello di una carriera spesa al servizio del Benevento Rugby. Subito dopo Giovanni D'Onofrio ha cominciato la sua corsa nei pressi dell'Obelisco appartenente al tempio di Iside.
Teodirico Caporaso ha portato la fiaccola fino alla Rocca dei Rettori, con Marco Tremigliozzi che è tornato indietro per rendere onore anche alla Chiesa longobarda di Santa Sofia. Il percorso è continuato con il calciatore Alessandro Bruno, pimpante e sorridente, che si è recato presso piazza Roma. Il tragitto è terminato con la scherma: la Boscarelli ha passato la fiaccola a Rosanna Pasquino, campionessa paralimpica, che è giunta fino all'arco di Traiano, "sua maestà".
La porta aurea ha abbracciato una manifestazione da batticuore, che ha lasciato intendere non solo la fortuna nella quale Benevento è incappata per la disputa della prossima Universiade, ma per le bellezze che ha potuto mostrare e che hanno fatto da cornice al passaggio della fiaccola.
La fiamma è stata preservata nell'ampolla che poi sarà trasportata a Caserta, anche se con un po' di difficoltà: nonostante non ci fosse vento, non ne voleva sapere di accendersi; qualcuno ha anche pensato che ci fosse qualche strega nei dintorni, mettendoci un pizzico di leggenda nel calderone di un pomeriggio indimenticabile.