Avellino

Il telefono di Carlo Musa resta in silenzio e ci sono sempre più punti interrogativi sul futuro in irpinia del direttore sportivo artefice della promozione in serie C. Nelle ultime ore un indizio fa presagire che le parti sono più lontane da un possibile rinnovo: Musa ha lasciato l'appartamento occupato per tutta la stagione e questo potrebbe essere propedeutico ad una separazione. Niente di certo, è chiaro, ma una circostanza da non sottovalutare. Del resto il contratto del giovane ds laziale scade il 30 giugno e ad oggi, a 4 giorni da quella data, nessun segnale di fumo è arrivato dalla proprietà.

A questo punto due sono le ipotesi: o è già tutto deciso e De Cesare ha già pronto il contratto oppure la proprietà, con i suoi tempi, ha intenzione di virare su altri profili. E anche nelle scorse settimane erano circolati i nomi di altri direttori sportivi ben più navigati di musa che avrebbero potuto affiancarlo: Varini, Iovino, Di Somma. Ora lo scenario si fa ancor più ingarbugliato.

Resta un rebus anche la posizione del tecnico. Anche per Bucaro nessuna comunicazione ufficiale sebbene la si aspettasse da tempo. Altra spia di un immobilismo che preoccupa soprattutto se l'attenzione si sposata sul basket sulla Scandone e sulle difficoltà che aleggerebbero per il prossimo campionato.

Per non parlare della rosa, finora solo movimenti in uscita ma niente in entrata. C'è il rischio che parta anche il pezzo pregiato dell'ultima stagione quell'Alessio Tribuzzi che tra gol e assist ha lasciato un segno indelebile sulla promozione. Insomma i tifosi non dormono sonni tranquilli e i segnali di risveglio della società tardano ancora ad arrivare.