Benevento

E' un caso 'scoppiato' a metà maggio, quando all'attenzione dell'opinione pubblica era rimbalzato lo sforamento abnorme dei valori di cromo e cromo esavalente all'interno di alcuni pozzi nel perimetro della 'Leonardo elicotteri' (ex Agusta) a Ponte Valentino.

Una situazione segnalata dalla stessa azienda, leader italiana nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza (il suo maggiore azionista è il Ministero dell'economia e delle finanze italiano, che possiede una quota di circa il 30%), finita al centro di un'indagine dei carabinieri forestali – ipotizzato l'inquinamento colposo delle falde acquifere - che nella tarda mattinata è stata scandita da un appuntamento in Procura nel corso del quale i sostituti Maria Colucci e Maria Dolores De Gaudio, che con la collega Assunta Tillo dirigono l'attività investigativa, hanno affidato ad un ingegnere pisano l'incarico di una consulenza che faccia luce sulla vicenda.

Un accertamento irripetibile per il quale è stato 'avvisato', in modo da consentirgli la nomina di propri specialisti – individuati in un geologo e in un ingegnere –, il responsabile dello stabilimento di Benevento, difeso dall'avvocato Anna D'Alessandro. In programma il campionamento e l'analisi delle acque di alcuni pozzi della 'Leonardo', che sarà eseguito a partire da questo pomeriggio.

Si tratta di un'ulteriore tappa di una storia che, dopo la iniziale segnalazione della 'Leonardo elicotteri', ne ha fatto registrare altre: la sospensione dell'attività produttiva – stabilita dall'azienda e dal Comune di Benevento -nelle fasi in cui viene impiegato il cromo, l'interdizione dell’uso dei pozzi nell’area del Consorzio Asi decisa dalla Provincia, il blocco del depuratore Asi, poi riattivato successivamente grazie al ripristino del prelievo dell'acqua del pozzo Asi esclusivamente per quanto attiene il funzionamento dell'impianto. Nel mezzo, l'acquisizione degli atti operato dai militari, su delega della Procura, negli uffici del Consorzio Asi.