Nel premio “Rispetto – Fair Play” istituito dalla Lega di B, il Benevento ha decisamente un ruolo marginale. Nella classifica resa nota ieri la squadra giallorossa occupa addirittura il 16° posto, quart'ultimo tra le società della cadetteria. All'osservatore meno attento verrà spontaneo additare la tifoseria sannita come tra le meno disciplinate della categoria (la classifica tiene conto esclusivamente dei provvedimenti disciplinari adottati per i comportamenti dei tifosi), ma appare invece facile dare un'altra lettura a questa graduatoria che vede prevalere nettamente su tutte Carpi (primo) e Cittadella (secondo). E' facile infatti comparare questa classifica con il numero di presenze fatte registrare nel corso della stagione: guarda caso il Carpi è ultimo con le sue 40.855 presenze (media di 2.270 spettatori a partita) e il Cittadella terz'ultimo (75.974 spettatori, 4.221 di media). Come dire che, senza nulla togliere alla sportività dei tifosi amiliani e veneti, meno spettatori ci sono, più facile risulta prevalere in questa classifica del “fair play”.
D'altro canto, quando un direttore di gara si imbatte in uno stadio colmo di gente è quasi spinto a segnalare anche la più stupida delle manifestazioni. Ricordiamo la clamorosa multa di 5.000 euro (poi ridotta a 3.500) comminata al Benevento nel derby di ottobre con la Salernitana per colpa di qualche aeroplanino di carta volato sul terreno di gioco. Sembrava uno scherzo, invece era tutto vero e episodi surreali come questo hanno giocoforza pesato nella graduatoria finale del fair play.
Quanto segnalato per il Benevento è pressochè una regola in questa graduatoria: le tifoserie più numerose sono quasi tutte nelle ultime posizioni: basterebbe menzionare il Lecce, che è primo per numero di spettatori (218.079, media di 12.116 a partita), ma malinconicamente ultimo nella graduatoria del fair play. Discorso che vale anche per il Foggia (15°) o per l'Hellas (12°).
Un premio, dunque, inattendibile e ingannatore. Impossibile mettere a confronto due realtà così diverse, una che convoglia 200mila persone in una stagione e l'altra che a malapena raggiunge le 40.000 unità. Vinceranno sempre le più piccole, ma il rispetto e il fair play non sta solo lì.