Ancora un morto nel carcere di Poggioreale a Napoli: un 50 enne, detenuto nel reparto Firenze, si è tolto la vita. Lo rende noto l'Osapp (sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria). Si tratta del secondo caso in tre giorni nella casa circodariale "Giuseppe Salvia", a cui si aggiunge un terzo episodio, di morte naturale.
Il primo decesso risale infatti alle 3 di sabato scorso. Domenica pomeriggio alle 16, invece, è morto un altro detenuto, per cause naturali. Stamattina, infine, la morte del 50 enne, da un anno in cella, per la prima volta.
"Purtroppo la realtà del 'Salvia' - dichiarano i segretari dell'Osapp - non fa sconti a nessuno, l'istituto penitenziario è il più grande e più affollato d'Italia, con circa 2300 detenuti in conta e diversi reparti in ristrutturazione per gravi carenze sulla sicurezza, con personale di Polizia Penitenziaria in sottorganico di circa 200 unità".
Una situazione drammatica, più volte denunciata. "Una realtà molto difficile e complessa - proseguono i due sindacalisti - così come da noi denunciato più volte, avvertendo il Governo che si sarebbe trattato di una estate calda e preoccupante nel penitenziario partenopeo".
Molti suicidi sono frutto di disagio e difficoltà familiari che all'interno della realtà carceraria, con il caldo e l'assembramento di uomini in pochi metri quadrati, si amplificano. "Noi tutti non possiamo restare inermi davanti a questa realtà - concludono i sindacalisti - in una società che si voglia rispettare e che pretenda e meriti rispetto".
Durissima la condanna di Pietro Ioia, ex detenuto e rppresnetante dell'associazione Ex Don: "Abbiamo notizia che stanotte ci sia stato un altro suicidio, ancora un altro a pochi giorni di distanza dal suicidio di sabato del 36enne Ciro. Non è accettabile che in una società civile fatti come questi accadano e che accadano nel silenzio più assordante. Tra poco entreremo per farci raccontare dai detenuti cosa succede tra le mura del carcere".
“Poggioreale è come una sala mortuaria, un penitenziario che puzza di morte” dichiara Ioia che aggiunge: “Non serve ristrutturare ma serve l’abbattimento totale di una struttura che rappresenta la vergogna della nostra città”.