Avellino

La situazione in casa Sidigas, e di conseguenza con riflessi sul calcio e il basket cittadino, sembrerebbe più complicata rispetto a quelle che sono state le dichiarazioni ufficiali rese finora. Vendere a zero euro, come annunciato da Gianandrea De Cesare e dal sindaco Gianluca Festa, potrebbe essere in realtà estremamente difficile con gli organi fallimentari del Tribunale che stanno seguendo la vicenda giudiziaria e che controlleranno ogni operazione.

Gli squilibri finanziari rilevati dalla Procura e dalla Guardia di Finanza alla base dell'istanza di fallimento nei confronti della Sidigas Spa non lasciano dormire sonni tranquilli non solo a De Cesare ma anche a chi vorrebbe mettere le mani sull'Avellino. Dalle carte della Procura emergerebbero, nei confronti della società madre, passività pesanti, un'esposizione debitoria ingestibile e in piena decozione e il sistematico omesso versamento dei debiti tributari, condizioni che potrebbero inevitabilmente ricadere su chi vuole acquistare. 

A questo punto, soltanto nel caso in cui il tribunale fallimentare il 12 luglio desse il via libera a un concordato preventivo, potrebbe esserci qualche spiraglio, ma è comunque necessario usare il condizionale. Altrimenti, in caso di esito negativo, sia l'Us che la Scandone Basket potrebbero finire nelle mani di un curatore fallimentare e solo in un secondo momento, con tempi decisamente più lunghi rispetto all'inizio della stagione agonistica, potrebbero essere vendute all'asta.