Nonostante un inverno ricco di piogge, l’emergenza idrica in Irpinia e nel Sannio già si presenta con i primi mesi dell’estate. L’Alto Calore corre immediatamente ai ripari e indica una serie di consigli per evitare sprechi e quindi evitare il blocco dell’acqua.
Il presidente Michelangelo Ciancia ha annunciato un ammodernamento sulla rete idrica, un progetto regionale da 60 milioni di euro, ma che al momento non è ancora partito. «Il continuo lamentarsi dei Comuni serviti da Acs nei periodi estivi dovrebbero far riflettere le amministrazioni comune che bene farebbero ad affrontare la questione dei finanziamenti. La problematica che si acuisce maggiormente nel periodo estivo per le considerazioni espresse, di fatto, si riduce a una mera e vana sterile polemica che sfocia nell’attribuzione di responsabilità a chi oggi amministra e che, purtroppo, vengono da lontano.
Non tutti i comuni però - dice Ciarcia - sono stati insensibili alla problematica. Infatti, vi sono stati Comuni virtuosi che hanno provveduto a eseguire lavori mirati al miglioramento e all’efficienza dei sottoservizi non preoccupandosi di eseguire solo opere a più alta visibilità e impatto elettorale. Pensare di ammodernare le infrastrutture in breve tempo con la tariffa, stante la vetustà della stessa, risulta irrealizzabile nel breve termine sia per la situazione economica di Acs che dovrebbe reperire i fondi da investire, sia per gli incrementi che la stessa tariffa subirebbe. Non esistono alternative: non ridurre la dispersione attraverso la rifunzionalizzazione delle reti, oltre a depauperare la risorsa idrica, incide notevolmente sul bilancio societario per gli elevati costi di energia elettrica e della manutenzione ordinaria che vengono sostenuti , in uno all’aumento della precarietà del servizio all’utenza. Dunque, è indispensabile, soprattutto se le condizioni meteo climatiche non dovessero rientrare negli standard stagionali e le sorgenti dovessero avere un repentino calo di portata, come è del resto prevedibile, che venga costituito un tavolo permanente per determinare sui provvedimenti più urgenti da assumere per fronteggiare la crisi in atto e per programmare interventi futuri atti a prevenire situazioni emergenziali, ance in mesi non vestiti».
E poi l’appello ai Comuni: «Emanare al più presto una ordinanza che persegua l’obiettivo di limitare all’indispensabile il consumo di acqua potabile su tutto il territorio comunale. Il provvedimento contemplerà il divieto di utilizzare la risorsa per usi impropri, innaffiare orti, giardini, irrigare campi o lavare autoveicoli, oppure riempire vasche o piscine».