Napoli

Oggi è stato presentato il report annuale che Legambiente dedica alle illegalità ambientali. I dati raccolti per il 2018 parlano di un Paese nel quale la criminalità organizzata continua a fare affari d’oro nell’ambito del ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, nella filiera agroalimentare e nel racket degli animali. 

Anche quest’anno purtroppo la Campania domina la classifica come regione delle illegalità ambientali ben 3.862 illeciti, 14,4% sul totale nazionale, con la provincia di Napoli che con 1.360 reati registrati si piazza prima in classifica sopra Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667). 

Ma la Campania domina anche la classifica regionale delle illegalità nel ciclo del cemento con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480)

Il 2018 ha  fatto registrare un lieve cali del bilancio complessivo dei reati ambientali, su scala nazionale che infatti passa dai 30mila illeciti registrati nel 2017 ai 28137 del 2018. Una media comunque elevata di 3,2 reati ogni ora. A diminuire in maniera elevata sono stati gli incendi boschivi che diminuiscono del 67%. Diminuiscono inoltre le persone denunciate, 35.104 contro le oltre 39mila del 2017, così come quelle arrestate, 252 contro i 538 del 2017, e i sequestri effettuati, 10mila contro gli 11.027 del 2017. 

Il giro d’affari totale nel 2018, frutto dell’ecomafia, è di 16,6 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto all'anno precedente. A rendersi protagonisti di questi reati sono i 368 clan censiti da Legambiente e attivi in tutta Italia. 

Sul fronte dei singoli illeciti ambientali, nel 2018 aumentano sia quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti che si avvicinano alla soglia degli 8mila (quasi 22 al giorno) sia quelli del cemento selvaggio che nel 2018 registrano un'impennata toccando quota 6.578, con una crescita del +68% (contro i 3.908 reati del 2017). In leggera crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica con 7291 reati, circa 20 al giorno, contro i 7mila del 2017. 

"Nel 2018 si conferma l'ottima performance della legge 68/2015 sugli ecoreati - sottolinea Legambiente -, che sin dall'inizio della sua entrata in vigore nel giugno 2015 sta stando un contributo fondamentale nella lotta agli ecocriminali, con più di mille contestazioni solo nello scorso anno e un trend in costante crescita, +129%". 

Le regioni che vedono concentrarsi in maniera maggiore le infrazioni contro l’ambiente sono Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, dove vengono registrati il 45% dei reati ambientali totali. D’altronde sono le regioni nelle quali, storicamente, hanno maggiore radicamento le criminalità organizzate.