Scandone, è notte fonda. Il club che compie 71 anni di vita dovrà rinunciare dopo 19 anni alla Serie A di basket. Lo ha confermato anche il sindaco di Avellino Gianluca Festa ribadendo come sia estremamente difficile vendere la società che fa capo alla Sidigas. Al momento compratori non ce ne sono e anche a voler ripartire dalla B, come è intenzione del patron De Cesare, sarà necessario che la società sia "pulita", cioè senza pendenze a cominciare dai lodi dei giocatori.
La Comtec ha già bocciato inesorabilmente il club. Ieri i tifosi hanno manifestato all'interno e all'esterno del PaladelMauro incontrando il sindaco e lanciando un disperato appello agli imprenditori locali per salvare la Scandone.
De Cesare insiste che i conti del club sono in equilibrio e che non c'è bisogno di ricapitalizzazione ma evidentemente gli organi di controllo la pensano diversamente. Ora tutto dipende dagli esiti dell'udienza fallimentare del 12 luglio ma è corsa contro il tempo per evitare il fallimento (cosa praticamente sicura se rimanesse in mani Sidigas) e per garantire almeno la B ma bisognerà estinguere tutte le passività.