Benevento

I social network, lo abbiamo ripetuto forse milioni di volte, sono la cassa di risonanza più importante quando è il momento di porre un problema all'attenzione di tutti, provocare e cercare una risposta. Ed è proprio dai social che è venuta fuori la questione legata ai patentini per allenatori che devono essere rinnovati tramite un corso molto economico che non esiste più per poter coltivare un sogno, essere al passo con i tempi e soprattutto continuare a praticare un'attività. Ovviamente, la possibilità per farlo c'è, ma è molto esosa e soprattutto rischia di togliere tempo a chi lavora e poi vuole perdere qualche ora della propria giornata facendo l'allenatore. Va subito detta una cosa, gli organi preposti a queste comunicazioni si sono mosse per tempo, hanno avvisato tutti i tecnici che si trovano nella condizione di dover per forza rinnovare la propria licenza. Un po' di disattenzione da parte degli stessi allenatori e alla fine è emerso questo problema.

Come detto, il problema importante si pone per i tecnici che hanno una possibilità di fare un salto in avanti nel calcio che conta, devono stare al passo coi tempi. Un paio di anni fa, entrando nel dettaglio della questione, l'AIAC aveva avvisato che c'era la necessità di convertire il tesserino di allenatore giovani calciatori e allenatore di terza categoria in un tesserino Uefa B. Il tutto poteva essere fatto con un corso di tre giorni a un costo irrisorio. A quell'avviso hanno risposto solo tredici allenatori. Per questo la stessa Associazione ha eliminato questo corso. Adesso, per poter fare questo passaggio serve seguire un corso di sei settimana a un costo ben più alto (780 euro), non da tutti.

“Tanti sono stati distratti – inizia mister Liccardi, colui il quale ha sollevato la questione - e proprio per questo i corsi sono stati aboliti. Ora c'è un unico modo per farlo ed è tramite il pagamento di questa somma ingente”.

Ma una soluzione potrebbe esserci e questa arriva proprio dall'AIAC.

“Ho parlato col presidente il quale ci ha detto che, una volta arrivati ad un numero di allenatori, almeno quaranta, con la stessa problematica, Coverciano potrebbe favorirci ripristinando il corso da tre giorni al costo molto più irrisorio. E questa non è una cosa impossibile perchè si tratta di un problema a carattere regionale. Bisogna trovarli, però, ed è per questo che ho sfruttato i social perchè permettono di raggiungere tante persone. Alla fine spero che l'informazione arrivi alle orecchie di tutti”.

Un problema non da poco, c'è il rischio che allenatori ancora in attività come Forgione, Vetrone, Saviano, Gaetano Martino e Fabrizio Massa per non dire dello stesso Liccardi, si trovino nella condizione di doversi fermare, mettere fine a un sogno, costringerli a passare per dirigenti o massaggiatori pur di farli stare in panchina.

“Fortunatamente scadenze non ce ne sono, ma è normale che se il corso di tre giorni non ci sarà, chi potrà fare quello di sei settimane mette a repentaglio la propria attività sportiva saltando allenamenti e partite per una cosa che è obbligatoria. Noi per ora continuiamo fin quando l'AIAC non ci comunicherà che il nostro mandato è finito, poi è normale che diventeremmo fuorilegge”.

E tra questi tecnici che voglio coltivare un sogno c'è lo stesso Liccardi che ha dovuto mettere un freno alla trattativa col Sorrento.

“Per ora viene tutto accantonato perchè senza questo benedetto tesserino non si può essere vincolati a una società, non si può andare in panchina o lavorare sul campo. Più si va verso le categorie alte, più i controlli sono rigidi”.

Ma l'amara conclusione di questa storia, con la speranza che alla fine possa essere risolta, è che, se una colpa c'è, una leggerezza, questa è da addebitare agli stessi tecnici.

“C'è poco da dire, la comunicazione è arrivata, esiste. Purtroppo è stata una mancanza mia e degli altri. Abbiamo preso alla leggera la questione pensando che il giorno per ognuno non sarebbe mai arrivato. E invece quando è successo, ha bussato alla nostra porta la classica e unica opportunità, ci siamo trovati di fronte al fatto che non tutto era in regola per perseguire un sogno”.