A volte basta davvero poco per capire il carattere di una persona. Filippo Inzaghi, per tutti semplicemente “Superpippo”, un soprannome che gli è derivato dalle prodezze che sapeva regalare da giocatore, stamattina è entrato per la prima volta nel “Ciro Vigorito”. Lo ha fatto con l'entusiasmo di un ragazzino, con tanto di telefonino tra le mani per “selfizzarsi” in questa sua prima visita al tempio del calcio sannita. Ed è entusiasmante anche solo ascoltare le sue esclamazioni: uno che ha girato gli stadi più belli del mondo, che ha vissuto atmosfere pazzesche è in grado di caricarsi anche solo alla vista dello stadio sannita (che a dirla tutta è bello davvero... ma noi siamo di parte...): “Questa è la curva... ragazzi... è bellissimo... è bellissimo”. Parole di chi ama visceralmente il calcio e che già sogna un'avventura da copertina per la sua prossima squadra. E' insieme al suo staff, chiama il preparatore Alimonta vicino a sé per sottolineare che stanno entrando. Poi nel sottopassaggio comincia a vivere il clima di una partita: “Stiamo entrando eh?... guarda che tensione...”, dice rivolto agli uomini del suo staff.
La carica non gli fa certo difetto, ma questo lo si sapeva già. Quella cultura della vittoria che porta sempre con sé si trasforma in una determinazione feroce e non c'è scenario che possa condizionarlo: per Superpippo c'è il campo, il pallone e la vittoria. Tutto il resto è noia...