Il futuro della Scandone resta incerto. Anzi, potrebbe anche non esistere. Ad oggi c'è solo una certezza: per motivi prettamente economici, difficoltà societaria, della proprietà, il club irpino ha detto addio alla Serie A, ma non solo. La Scandone non ha i requisiti nemmeno per chiedere la Serie A2, non rientrando nei parametri della Commissione Tecnica di Controllo della FIP.
Avellino saluta la massima serie dopo 19 anni e, per richiesta della proprietà Sidigas, punta alla Serie B, ma in che modo? Anche per l'iscrizione alla terza serie della pallacanestro ci sono dei tempi e delle regole ben precise da seguire e l'istanza di fallimento - con l'udienza fissata per il giorno 12 - resta un ostacolo importante nella definizione del caso e di quello che può essere il futuro della società irpina.
Come per il calcio, l'istanza blocca i potenziali compratori che, oggi, non hanno alcun interesse d'acquisto per una realtà sportiva in cui non è definita la massa debitoria. Ad alcuni minimi contatti, la stessa Sidigas non ha dato seguito. Sembra profilarsi addirittura la prosecuzione dell'attuale società in Serie B, con la passività pregressa, sempre che l'autoretrocessione venga poi accettata e ratificata dalla Federazopme. Una prospettiva che, dal punto di vista tecnico, lascia ulteriori dubbi.
Inoltre, c'è anche la questione PalaDelMauro con la convenzione scaduta e il nuovo contratto da stipulare. Ad oggi, anche il campo da gioco per la prossima stagione è indefinito. Insomma, rebus continui sul futuro della pallacanestro e poca chiarezza sulle intenzioni con una sola certezza: la A svanita nel nulla nel giro di pochi giorni nel silenzio.