Quella espressione: “La stampa”, che mi riservava con simpatia ogni volta che lo incontravo in Tribunale e lo salutavo, accompagnandola con un sorriso, era la testimonianza, oltre che di un'educazione sempre più merce rara, del rispetto che ha sempre nutrito, e non a chiacchiere, nei confronti del mondo dell'informazione.
Gli piaceva essere aggiornato, conoscere i meccanismi che sottendono la pubblicazione di una notizia.
Ecco perchè, sebbene il dato sia irrilevante rispetto al dolore di quanti gli volevano bene, mancherà anche a chi scrive l'avvocato Angelo Guida, scomparso nelle scorse ore.
Ad ottobre avrebbe compiuto 85 anni, 59 dei quali trascorsi indossando la toga – qualche mese fa gli era stata conferita una targa d'onore-. Consigliere dell'Ordine forense, di cui è stato presidente dal 1990 al 1995, l'avvocato Guida è sempre stato apprezzato per il rigore e la competenza professionale.
Un avvocato civilista a tutto tondo, una persona d'altri tempi, di cui hanno raccolto l'eredità i figli Guido ed Elena, entrambi avvocati – Elena è consigliere dell'Ordine -, che hanno ora il compito di seguire la scia del papà.
Domani alle 10 l'ultimo saluto in Tribunale, poi, alle 11.30, i funerali nella chiesa dei Cappuccini.
L'Ordine degli avvocati ricorda "le sue grandi doti umane e professionali e l'ineguagliabile impegno profuso sempre in difesa dei propri assistiti, e piange l'uomo, l'amico, l'avvocato, stringendosi con commozione, in questo momento di incommensurabile dolore, ai figli colleghi Elena, Guido e ai familiari tutti".