Benevento

Contrordine: sarà il gip Gelsomina Palmieri – un'ulteriore verifica ha escluso i possibili motivi di astensione inizialmente comunicati alle parti – a pronunciarsi nel rito abbreviato a carico di Antonio De Franco, 27 anni, di Chianche, nato in Bulgaria ma adottato da una famiglia irpina, accusato dell'omicidio volontario di Mjkhailo Prudjwus, il 23enne ucraino ucciso con un piede di porco il 16 dicembre 2018 dinanzi ad un bar a Bagnara, una frazione di Sant'Angelo a Cupolo.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Claudio Fusco (sostituito dalla collega Maria Manna) e Stefano Pescatore, aveva proposto un abbreviato condizionato all'acquisizione di una propria consulenza psichiatrica, ma il giudice ha detto no, rinviando al 14 ottobre la discussione del pm Assunta Tillo, dell'avvocato Cecilia Del Grosso – per i genitori ed un fratello della vittima, parti civili- e dei difensori, cui seguirà la sentenza.

De Franco si era assunto la responsabilità del delitto durante l'udienza di convalida dell'arresto operato dai carabinieri, sostenendo che non era sua intenzione ammazzare il 23enne, che voleva soltanto fargli male colpendolo ad una spalla, e non alla regione occipitale sinistra, con quel piede di porco estratto due volte dalla sua Fiat Punto.

Nella prima l'aveva mostrato a  Mjkhailo che lo stava infastidendo con il suo comportamento, probabilmente amplificato dall'alcol: nell'altra, invece, dopo che il cittadino straniero aveva rifilato un calcio all'auto, l'aveva usato contro di lui, stroncandogli l'esistenza. Poi, rientrato a casa, aveva raccontato tutto ai familiari, che avevano dato l'allarme.