Benevento

“I dati hanno comunque confermato la presenza dell'inquinante a livelli superiori alla concentrazioni soglia di contaminazione ed inferiori ai limiti di potabilità e degli standard di qualità per gli acquiferi per i piezometri indagati. Dato che le dinamiche stagionali sono molto influenti e variabili sarà necessario condurre la campagna del Piano delle caratterizzazioni nell'arco di tempo più ristretto possibile e/o in un periodo di stabilità dei livelli piezometrici per non elaborare modelli errati ed influenzati dalla variazione delle condizioni idrodinamiche della falda”.

Questi in soldoni i risultati del Piano delle indagini preliminari svolte sui siti dove sono ubicati i pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana. Le analisi sono state pubblicate sul sito del Comune ed hanno riguardato la zona del rione Ferrovia dove sono ubicati i pozzi. I tecnici dell'azienda incaricata hanno effettuato una serie di micropozzi dai quali hanno estratto l'acqua di falda alle varie profondità.

Un'operazione che ha consentito di mappare le falde e capire che, ad esempio, l'acqua della falda cdi via Nuzzolo, in particolari periodi dell'anno va a finire nelle falde di Pezzapiana (via Mura della Caccia).

Analisi che hanno quindi certificato che il valore del tetracloroetilene alla falda è maggiore del limite consentito, ma non inficia sulla potabilità dell'acqua.

“Il quadro emerso dalle indagini analitiche effettuate sui piezometri – scrivono nelle conclusioni gli specialisti - ad oggi può sembrare controverso e poco leggibile in maniera globale. Questo fatto deriva da condizioni che evolvono anche a livello stagionale in falda e dal fatto che il sistema idrodinamico della falda di Campo Mazzoni e Pezza Piana è in realtà un sistema complesso e realizzato da diverse componenti separate talvolta da strati impermeabili di piccola entità e appena sufficienti al sostegno di falde diverse a diverse quote sottostanti al piano campagna. Inoltre tale sistema è giovane e ancora in fase di cementificazione di alcuni strati litoidi. In realtà in questo caso si può parlare di una multi falda con forti interazioni tra le stesse. Una di queste che influenza stagionalmente il sistema è la falda di subalvea di Calore, quest'ultima presente nella zona di Campo Mazzoni e sporadicamente presente in Pezzapiana (soltanto in caso di incrementi considerevoli e straordinari di portata e di livello) della stessa. Questa falda comunque è in grado di attivare delle dinamiche stagionali di ingressione di acque da Campo Mazzoni in Pezzapiana, mentre invece in fasi di calo della stessa l'idrodinamica risulta essere sostanzialmente non influenzata da questa componente e con dominante da Pezza Piana in Campo Mazzoni. Le aree sono continue negli strati litologici ma hanno una discontinuità urbana rappresentata dall'area ferroviaria di Stazione, della linea RFI e delle Officine di manutenzione pertanto tra le aree di esplorazione di Campo Mazzoni e Pezza Piana non è stato possibile effettuare sondaggi, sarebbe interessante ai fini della verifica di discontinuità dei dati degli inquinanti esplorare in tali aree per verificare dove è presente tale la zona di inversione. Ulteriori aree da sottoporre a esplorazione anche a mezzo di pozzi già presenti sono le aree edificate urbane, come anche le aree ex Manifatture del Tabacco. Dai dati ottenuti – conclude l'azienda che ha effettuato i sondaggi e le analisi - ad oggi e dalle dinamiche di falda ipotizzate, e sostanzialmente riconfermanti i lavori realizzati da P. Celico negli anni '60 e'70 del secolo scorso, si ritiene la sorgente inquinante presente nelle aree limitrofe a quelle indagate, non è detto che si tratti di attività allo stato esercitata, potrebbe anche essere una attività non più effettuata ma che compromettendo l'integrità dei suoli sta ancora rilasciando inquinanti in falda.

Il Piano delle Caratterizzazioni da farsi a questo punto dovrà necessariamente contenere l'analisi delle acque dei pozzi dell'area; estendendo la numerosità dei dati sarà possibile individuare con maggior dettaglio e maggior sicurezza la sorgente inquinante”.

In conclusione quindi “l'acquifero seppure ripartito in più livelli risulta aver superato le concentrazioni soglia di contaminazione per Tetracloroetilene oltre il valore soglia di contaminazione in alcuni pozzi di sondaggio. E' necessario, dati i superamenti appurati, passare nei trenta giorni successivi alla comunicazione di questi dati alle autorità, salvo diverse disposizioni, alla fase del Piano della caratterizzazione".