L'avrebbe 'invitato' a prestare la massima attenzione alle motivazioni della sentenza con la quale, di recente, ha deciso il non luogo a procedere nei suoi confronti per un vizio di mente. Destinatario della minaccia, un giudice del dibattimento penale del Tribunale di Benevento, finito nel mirino di un uomo della provincia, già noto alle forze dell'ordine. Il grave episodio si è verificato ieri, una decina di minuti prima delle 13.30, quando gli uffici vengono chiusi al pubblico.
Secondo una prima ricostruzione, il protagonista ha superato il vaglio del metal detector, collegato a telecamere monitorate da una guardia giurata- a quell'ora non gode più del supporto di un collega- che gli ha chiesto cosa dovesse fare. Devo ritirare un fascicolo, ha risposto; poi è salito al quarto piano ed è entrato in una delle cancellerie. Di lì ha successivamente raggiunto l'ala opposta della struttura, dove si trovano gli uffici dei magistrati.
Ha aperto la porta della stanza del giudice che cercava e, quando se l'è trovato di fronte, seduto alla sua scrivania, al lavoro, gli avrebbe 'raccomandato' di stare attento alle motivazioni della decisione con la quale, sulla scorta di una perizia psichiatrica, ne ha disposto l''assoluzione' per l'incapacità di intendere e di volere. Infine, è andato via.
L'allarme è scattato immediatamente, comprensibile lo sconcerto provato dal giudice nell'ascoltare quelle parole, ovviamente suonate come un 'avvertimento'. Una bruttissima pagina ora al centro dei necessari accertamenti; non l'unica, purtroppo, registrata in Tribunale. Alla fine del 2017, come si ricorderà, un uomo si era infilato nella stanza di un altro giudice, sostenendo di essere un suo parente e di trovarsi in stato di detenzione.
Un gesto che aveva riproposto il problema della sicurezza, al quale, da maggio, è stata data una risposta con l'installazione, successiva a quella delle telecamere all'esterno ed all'interno del Palazzo, del metal detector e del relativo rullo – già presente da tempo in Procura - sul quale scorrono borse zaini e valigie dei frequentatori del Tribunale, con un accesso riservato a magistrati, avvocati e dipendenti.