Aumenti in busta paga e mantenimento del posto di lavoro per tutti non sono conciliabili. Lo fa chiaramente intendere il direttore organizzativo di Misericordia Gionata Fatichenti (nella foto in alto) nella comunicazione indirizzata nelle scorse ore agli oltre cento operatori del servizio 118 di Benevento. Una alternativa determinata dalla recente sottoscrizione del Contratto nazionale della Confederazione che ha fatto lievitare i compensi degli operatori e dunque i costi per la società che da un anno gestisce il servizio di emergenza nel Sannio per conto della Asl. Per effetto del nuovo Contratto è salito anche il monte orario massimo consentito per ogni lavoratore. Rimodulazioni che secondo Misericordia non sarebbero pienamente sostenibili: «Gentili collaboratori - scrive Fatichenti - come certamente saprete lo scorso 29 dicembre questa Confederazione e le organizzazioni sindacali nazionali hanno siglato il rinnovo del Contratto anche a voi applicato. Per la chiarezza che ha sempre contraddistinto il rapporto di collaborazione che ci lega, riteniamo importante informarvi delle principali variazioni rispetto al vecchio Contratto: aumento del salario mensile tabellare pari a euro 47,93 per autisti soccorritori ed euro 58,26 per infermieri; aumento ore lavorative mensili da 36 a 38 per tutte le figure, che applicato ai 63 autisti e ai 56 infermieri produce un monte ore lavorabili eccessivo rispetto al reale fabbisogno del servizio, rendendo così necessaria una revisione del piano organizzativo e della pianta organica». Parole che hanno fatto scattare l’allarme rosso in un ambiente pur avvezzo alle emergenze. Il bivio prospettato neanche tanto veletamente da Misericordia sembra essere quello della scelta tra l’integrale godimento dei benefici previsti dal nuovo Contratto, con contestuale ridimensionamento della attuale pianta organica, e la rivisitazione delle condizioni contrattuali in sede di contrattazione decentrata. «Questa Confederazione - conclude la nota firmata da Fatichenti - certa che la situazione necessiti di un nuovo stile di trattazione decentrata, si rende disponibile fin d’ora alla puntuale dialettica con le organizzazioni sindacali auspicando soluzioni nell’interesse dei propri operatori, ma allo stesso tempo sostenibili da quanto presentato agli atti di gara». Misericordia ha convocato per il 27 gennaio un tavolo di trattativa separata con i sindacati. Il fulcro del ragionamento sarà «la verifica della applicabilità del rinnovo contrattuale nel contesto del servizio 118», come si legge nell’invito indirizzato ai sindacati. Una ipotesi che lascia chiaramente intendere il rischio di tagli agli aumenti o allo stesso personale, come denuncia il responsabile Sanità privata della Cgil, Pompeo Taddeo: «Nell’immediatezza della sottoscrizione del nuovo Contratto nazionale delle Misericordie avevamo già lanciato l’allarme sulla intenzione di non applicare di fatto il Contratto, pur avendolo appena firmato. La postilla apposta in calce al documento che rimandava a una verifica sul territorio, del resto, parlava chiaro. La comunicazione inviata ieri da Misericordia ai lavoratori conferma, purtroppo, che avevamo visto lungo. Siamo disponibili al confronto - conclude Taddeo - purchè l’azienda spieghi perchè le spese per il personale non sarebbero sostenibili».
di Paolo Bocchino