Ne sono rimasti solo due, piccoli highlander giallorossi. Due ragazzini dal volto pulito e dalle infinite qualità tecniche, Francesco Rillo e Giuseppe Di Serio. Gli altri tutti a giocare, per farsi le ossa, per aggiungere un po' di esperienza al loro percorso formativo. Tutti, tranne loro due, che hanno ricevuto l'investitura per far parte del gruppo nientemeno che da Pippo Inzaghi.
Francesco è del 2000, Giuseppe del 2001, il primo, figlio d'arte (il papà Fulvio ha giocato fino a 50 anni nel suo Torrecuso in serie D), è un esterno sinistro difensivo di fisico e tecnica, il secondo, trentino di nascita, è un attaccante moderno, dal tocco raffinato e ottimo cecchino.
Per loro il ritiro, prima a Pinzolo poi a Moena, è stata un'avventura affascinante che gli ha permesso di crescere e di calarsi con decisione nel mondo del calcio professionistico.
Erano probabilmente gli ultimi nella lista degli aggregati dalle squadre giovanili, il centravanti chiamato addirittura a sorpresa quando è partito Iemmello anche per la sua vicinanza fisica al ritiro (era in vacanza con la famiglia in Trentino), ma piano piano sono diventati parte integrante del gruppo. Via via sempre più convincenti. Tecnica e personalità, quello che serve nel calcio. E anche lo zampino in due amichevoli della Strega: Di Serio che serve a Vokic il pallone del gol della vittoria nella sfida di Dimaro col Napoli, Rillo che segna lo spettacolare gol del 10 a 0 contro i dilettanti del Las Vegas. Un bel modo per mettersi in mostra, nell'insieme di tanti allenamenti svolti con serietà e professionalità. Due ragazzi da seguire, con attenzione e simpatia. Hanno già ipotecato il futuro, devono solo prenderselo.