Svelato il calendario, la stagione del Benevento comincia a entrare nel vivo. Per i giallorossi è previsto subito un trittico d’incontri importanti e ricchi di significato: a Pisa l’open day, con il Cittadella potrà esserci la rivincita dei play off e poi, ovviamente, il derby con la Salernitana. Un inizio impegnativo, ma anche stimolante per il direttore sportivo Pasquale Foggia:
“E’ bello esordire in questo modo, anche perché hai la possibilità di confrontarti con squadre forti. Il Pisa è una neopromossa, con alle spalle una storia importante. Andremo a giocare in uno stadio pieno, ci sarà da soffrire. Il Cittadella lo conosciamo bene, abbiamo avuto modo di affrontarlo in ritiro ed è una formazione di tutto rispetto, capace di mantenersi sempre ai vertici nel corso degli anni. Per il derby non c’è bisogno di aggiungere altro, ogni commento sarebbe superfluo. Proveremo a partire con il piede giusto”.
Il calendario ha riservato anche un finale elettrizzante per i giallorossi.
“Esatto, dovremmo vedercela contro Frosinone, Chievo e Ascoli. Devo dire che anche la parte centrale è di un valore importante. E’ chiaro, però, che in serie B ogni partita è molto difficile. Non ci sono squadre che puoi permetterti di sottovalutare. Sarà fondamentale stare sul pezzo dalla prima all’ultima giornata, senza commettere sbavature. Il nostro è un obiettivo importante, non dobbiamo mai mollare di un centimetro”.
Domenica siete stati accolti da oltre 2mila tifosi entusiasti di riabbracciare il Benevento. Che impressione vi hanno fatto?
“E’ stata un’accoglienza molto positiva. Conosciamo bene il calore di questi tifosi e vederli così tanti, in un pomeriggio d’agosto, è qualcosa di veramente bello. Dovremo essere bravi a tenerci questo entusiasmo che ci servirà senza alcun dubbio nel corso del campionato”.
Si avvicina anche l’esordio in Coppa Italia con il Monza. Che partita ti aspetti?
“Qui mi ricollego al discorso fatto con la serie B. Affronteremo una squadra che milita in Lega Pro, ma che ha una rosa da categoria superiore, da non sottovalutare. Non dimentichiamo chi gestisce la società biancorossa e ciò a cui ambiscono. Sarà una gara importante, da affrontare come contro una formazione cadetta di medio livello”.
Hai seguito il ritiro in maniera costante. Cosa ti ha impressionato di Inzaghi e del gruppo che si è formato?
“Conosco da tempo Inzaghi e mi ha dato conferma di qualità che già conoscevo. E’ importante la sua voglia che trasferisce quotidianamente alla squadra: è un campione positivo, soprattutto negli atteggiamenti. Gli allenamenti sono caratterizzati da tanto lavoro, costanza e lo studio di ogni singolo dettaglio. Sta riportando le sue idee a un gruppo già forte, poi da lì si è aggiunto qualche calciatore che porta esperienza e personalità. Non dimentichiamo che i valori della squadra erano già alti: lo scorso anno abbiamo chiuso al terzo posto, a sette punti dalla capolista. E’ finita male, questo è vero, ma nonostante le difficoltà dovute a una totale rivoluzione di rosa e di mentalità, oltre anche a delle situazioni economiche dei singoli che minavano diversi discorsi e figlie della stagione in A, siamo comunque riusciti a dare vita a un percorso da protagonisti. Abbiamo cercato di sopperire alle lacune mostrate lo scorso anno per fare sempre meglio”.
Hai dato vita a un mercato oculato, con dei calciatori importanti arrivati a zero. Ciò che balza all’occhio è che questa rosa è formata da soli elementi di proprietà.
“E’ vero. Il mio obiettivo primario era quello di abbassare il monte ingaggi e, allo stato attuale, possiamo essere soddisfatti di quanto fatto sotto questo punto di vista. Poi era importante creare un patrimonio societario che prima non c’era, caratterizzato da calciatori di proprietà rivendibili e futuribili. Oggi, come detto, tutti i calciatori in rosa sono di proprietà del Benevento Calcio. Le varie operazioni a zero, come quelle di Caldirola, Vokic, Kragl, Manfredini, Schiattarella, Goddard e Sau, rientrano pienamente in questo discorso. Abbiamo riscattato un elemento importante come Montipò a una cifra bassa, rifiutando un'offerta allettante fatta da un club di serie A. Sono state delle operazioni mirate per rendere questa squadra futuribile e che rispetti un progetto, stando attenti ad avere un tetto ingaggi omogeneo per la categoria”.
Chiudiamo con il mercato. Ci sarà qualche altro colpo?
“Se faremo qualcosa, sarà solo di contorno. Prendere per il gusto di farlo non ne vale affatto la pena, e non fa parte neanche della nostra mentalità. Abbiamo inserito dei calciatori forti, dal percorso importante. Portarli a Benevento è stato un qualcosa di positivo che, come detto, ci ha permesso di limare al meglio i difetti visti nella scorsa stagione”.