Avellino

Ad Avellino, fronte basket, continua il silenzio. Tutto tace, anzi la situazione è sempre più critica. L'interesse dell'imprenditoria irpina e campana resta solo ventilato, chiuso nelle voci di corridoio, ma ad oggi non c'è una reale prospettiva per il club, sprofondato in Serie B per effetto della doppia autoretrocessione richiesta dalla Sidigas, vista l'impossibilità di sviluppare l'incartamento utile per la conferma in A. Questa mattina, sembrava profilarsi un incontro cruciale in tribunale con i commissari. Invece, sembra scorrere via anche il secondo weekend di agosto senza sussulti.

C'è, inoltre, da aggiungere la contestazione dell'Agenzia delle Entrate, su segnalazione della Guardia di Finanza, a rendere ancora più complicata la soluzione del rebus. Importo contestato superiore ai cinquecentomila euro per il periodo 2015/2018. Ritenute non applicate sugli stipendi dei giocatori: è quanto evidenziato dalla Guardia di Finanza nella serie di verifiche che non rientrano in un'indagine specifica.

Un ulteriore capitolo negativo nell'estate del baratro e del rischio liquidazione - sempre più vicina - per la Scandone, nata nel 1948 e dal 2000, per 19 anni consecutivi, in massima serie. La piazza irpina attende un confronto con la proprietà per certificare la situazione economica e le possibilità di riemergere con il titolo sportivo puro.