Avellino

«La camorra è un fenomeno che non si debella facilmente, cui vuole costanza e attenzione. E la Procura, questo tipo di lavoro, lo sta portando avanti da tempo con risposte considerevoli».

E’ il pm antimafia Francesco Soviero, sostituto della Dda di Napoli, nonché consulente della commissione parlamentare delle Ecomafie nel corso della trasmissione di Ottochannel, Punto di Vista, condotta dal direttore Pierluigi Melillo, che traccia un quadro della criminalità in Campania.

«L’arma vincente nella lotta alla camorra resta sempre l’attacco al patrimonio dei clan. Anche se, i camorristi sono bravi a nascondere i loro beni, con prestanomi e la creazione di aziende fantasma. Altra fonte di guadagno per i clan è la gestione dei rifiuti. Purtroppo c’è un filo che lega le istituzioni, alla politica, al malaffare. I camorristi hanno capito quali sono le fonti forti di guadagno e hanno cambiato le strategie di azione. Attraverso le indagini che abbiamo condotto abbiano constatato che la camorra, compresa quella avellinese, ha cambiato “pelle”. Non fanno più reati di strada - ha aggiunto il pm - il criminale si affida ai poteri forti. Anche nel Vallo Lauro i clan, che non sono degli sprovveduti, hanno capito quali sono le fonti di maggiore “sviluppo”: infiltrazione nell’economia locale, con il controllo delle società, partecipazione agli appalti, e l’ingresso nelle pubbliche amministrazioni. Io l’ho detto già da tempo alle forze di polizia di Avellino che collaborano con me che bisogna mettere url naso nell’economia legale per verificare se ci sono infiltrazioni».

E sulla faida il piemme ha detto che è sempre stata viva. «E’ stata una faida sopita per un periodo di tempo, nel momento in cui sono stati in carcere i capi, poi si è rifatta sentire proprio in coincidenza delle scarcerazioni. Una lotta antica e violenta e sempre viva. La camorra, sappiamo bene, fa gli affari soprattutto quando i riflettori sono spenti, quando magari l’attenzione delle forze dell’ordine è meno forte.

Ed infine un passaggio sull’interesse della camorra sul ciclo dei rifiuti: «Quello dei rifiuti è un settore di forte interesse da parte dei clan, già da diversi anni. Sono state fatte indagini in tutta la Campania e abbiamo accertato che vi è un guadagno molto forte. Per questo l’attenzione dello Stato è sempre alta. E devo dire che in Irpinia ci sono state delle buone reazioni e della buone collaborazioni. Molti camorristi e piccoli delinquenti sono stati arrestati anche grazie alla collaborazione dei cittadini. Per cui bisogna sempre reagire e sempre rispondere perché lo Stato c’è, l’importante è non sentirsi soli».