Torre del Greco

Crollo del Ponte Morandi. Oggi l’anniversario della tragedia di Gevona e torre del Greco ricorda le sue quattro vittime, Antonio, Giovanni, Gerardo e Matteo. Alle 11,36 in punto la città del Corallo si è fermata per ricordare i quattro ragazzi morti mentre erano diretti in Spagna per una vacanza in spensierata allegria morti travolti.  Messa e silenzio a Torre del Greco sullo sfondo la rabbia dei familiari e amministratori che spiegano come lo Stato si sia dimenticato delle vittime.

Giovanni, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. I familiari non sono andati a Genova per la commemorazione ufficiale. Si sono sentiti dimenticati, come se i loro cari fossero solo dei numeri. Ai quattro giovani che erano partiti per una vacanza e che non sono più tornati a casa è stata dedicato un murales con quattro volti, finanziato dalla colletta organizzata dagli amici.

 I loro volti giovani e spensierati fissati in quattro tele, come a fermare in eterno quella preziosa giovinezza spezzata nel crollo del Ponte Morandi un anno fa. Sono state svelate questa mattina nel giardino di Palazzo Baronale le quattro tele raffiguranti i volti dei quattro amici vittime del crollo del ponte sul Polcevera, Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito, e Antonio Stanzione,  realizzate dagli artisti PemArt su commissione di una cinquantina di amici storici dei ragazzi.

I genitori poi hanno ringraziato gli artisti che hanno realizzato le tele, Paolo Petrarca e Antonella Magliano per il regalo e anche gli amici storici. Battiloro non riesce a nascondere l’amarezza: «L’unica istituzione che abbiamo avuta vicina è stato il sindaco, per il resto nessuna solidarietà umana, né una telefonata, nessuno ha avuto il desiderio di venirci a parlare, guardandoci negli occhi. Non me la sento proprio di andare a Genova per stare vicino a persone che hanno dimostrato di fregarsene di noi. Un silenzio assordante per una tragedia dove sono chiare le responsabilità, anche del ministero dei Trasporti. Persino il presidente Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno si è dimenticato di noi. L’attenzione è rivolta solo agli sfollati e non a chi ha perso un figlio, un fratello. È una cosa intollerabile».