Formalmente, erano due strutture intestate ad associazioni culturali e ricreative senza scopo di lucro ma, di fatto, erano veri e propri ristoranti. Frequentati non dai soci, ma da clienti. In un caso, presso un ristorante di Rotondi, addirittura tutti e nove i lavoratori impiegati sono risultati non assunti.
Molto pesanti sono le sanzioni previste per chi impiega lavoratori non regolarmente assunti, alle quali, in determinate condizioni, si accompagna anche la sospensione dell’attività commerciale ai sensi della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’attività ispettiva svolta nei confronti di cinque diversi operatori economici, ha consentito di accertare un ampio utilizzo di manodopera “in nero”, permettendo di individuare 17 lavoratori totalmente sconosciuti agli enti previdenziali ed assistenziali.