Napoli

In un periodo storico nel quale le polemiche politiche occupano tutti gli spazi del dibattito pubblico anche l’ultimo saluto ad Antonio Rastrelli è diventato un momento più che di cordoglio di scontro.  

Ad accogliere il feretro dell’ex presidente della Regione Campania, all'uscita dalla chiesa del 'Sacro Cuore' al corso Vittorio Emanuele, sono stati i saluti romani e il classico compianto fascista “camerata Antonio Rastrelli! Presente” urlato per tre volte da un gruppo di nostalgici. 

Eppure al funerale erano presenti uomini e donne di estrazioni politiche diverse da quelle di Rastrelli, e il ricordo che oggi ne hanno dato sia il Governatore De Luca "Politico d'altri tempi, è stato un punto di riferimento per tutte le classi dirigenti, oltre gli schieramenti di appartenenza. Ha agito sempre con coerenza e grande rispetto delle istituzioni" che Antonio Bassolino "Siamo sempre stati su posizioni politiche diverse e perfino opposte: lui veniva dal Msi ed io dal Pci. Ma tutti e due con il senso delle istituzioni", dimostrano una capacità di essere avversari e anche nemici mantenendo sempre un confronto rispettoso e aperto. 

Sui saluti romani e sui cori fascisti è intervenuto il vicesindaco Panini, anche egli presente con il gonfalone del Comune di Napoli al funerale affermando che “questa mattina abbiamo partecipato ai funerali dell'ex presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli. Da istituzione abbiamo dato l'ultimo saluto ad un uomo che ha ricoperto incarichi Istituzionali e portato le nostre condoglianze ai figli. Terminata la cerimonia il nostro gonfalone e la rappresentanza ufficiale del Comune sono usciti dalla chiesa e si sono allontanati. Rispettiamo il dolore della famiglia ma prendiamo nettamente le distanze dall'uso del saluto dei legionari fascisti con il quale terminata la cerimonia, sul sagrato della chiesa, è stata accolta la bara alla sua uscita. Una manifestazione, questa, davvero deplorevole e che condanniamo nettamente, che nulla ha a che fare con il dolore - che rispettiamo sempre - ma che ripropone parole e rituali sconfitti dalla storia, cacciati dalla prima città che, da sola, si è liberata dei nazifascisti, cancellati da una Costituzione democratica che ripudia ogni ritorno al passato. Napoli non meritava niente di tutto ciò" aggiunge Panini.