Tante indicazioni, molte certezze. Le parole di Pippo Inzaghi hanno spiegato esaurientemente il suo progetto di gioco, l'idea da cui nascerà l'undici che andrà in campo nell'open day all'Arena Garibaldi. Il tecnico giallorosso non rinnega nulla di quello che ha fatto finora: modulo, assetto di gioco, mentalità. Il dubbio viene dai quei quattro della linea di centrocampo: due esterni d'attacco e due centrocampisti o qualcosa di leggermente diverso? “Giochiamo con quattro giocatori offensivi: se sono bravi e mi danno tanto, giocano quattro attaccanti se no metto un centrocampista. Ma non penso sia un problema”. Lascia che si giochi col dubbio, ma la propensione sembra essere per due esterni classici come Insigne e Improta. Superpippo lo dice senza giri di parole: “La partita vogliamo farla noi”. Dunque mai lasciare l'iniziativa all'avversario, ma attaccare con quanti più uomini possibile, questa volta però stando bene attenti alle marcature preventive, all'attenzione che dovrà consentire di non aprire voragini a centrocampo e favorire i contropiede a campo aperto degli avversari. “Questa è la mentalità che ci dobbiamo portare dietro. Poi capiterà che vinceremo una partita facendo solo 3 tiri in porta e quello sarà da grande squadra, esperta. Invece noi in questo momento dobbiamo fare, produrre, correre, darci dentro e penso che poi con la qualità che abbiamo nella nostra rosa le partite si vinceranno”. Concetto chiaro, così come il modo in cui vuole che il Benevento stia in campo. Del resto quante volte l'ha ripetuto: “Con la qualità che abbiamo sarebbe un delitto non utilizzarla”.
Così la parola chiave diventa “equilibrio”, quello che in alcuni frangenti è mancato contro il Monza. Il tecnico ha detto di averci lavorato ogni giorno da quella sera dell'eliminazione dalla Coppa. E che il Benevento ha capito la lezione. Non si farà più buggerare dagli avversari per la troppa foga di andare in gol. Ma non rinuncerà a quei quattro giocatori offensivi che andranno spesso a disegnare un 4-2-4. “Questo è l'assetto più quello congeniale, il campo ci dirà se ho avuto ragione. Ma non dimentichiamoci mai che è l'attenzione a farci vincere le gare, non il sistema di gioco”.