L'indagine affonda le sue radici nell'autunno del 2017, ma ora è stata scandita da un'ulteriore tappa che ha condotto la guardia di finanza al Liceo classico Giannone, dove sono stati acquisiti i documenti relativi ad un progetto al quale l'istituto scolastico ha preso parte anche con il 'San Filippo Neri'.
E' l'Ente morale finito al centro di un'inchiesta diretta dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e puntata, come è ormai ampiamente noto, sui rapporti con il Comune di Benevento. Nel mirino, in particolare, l'uso dei 2 milioni di euro – un finanziamento regionale – versati nel 2007 da Palazzo Mosti al 'San Filippo Neri' per l'acquisto di una parte del complesso San Vittorino. Una situazione che nel corso della precedente consiliatura era stata oggetto di più interventi di alcuni rappresentanti della minoranza.
L'attività investigativa è supportata dal lavoro di un consulente, incaricato dalla Procura, che sta vagliando, con l'obiettivo di ricostruire l'iter del flusso di denaro, la documentazione prelevata dai militari, nell'ottobre di due anni fa, dagli uffici del Comune, e quella portata via durante la perquisizione, nel novembre 2017, a carico del presidente del Cda del 'San Filippo Neri', l'avvocato Antonio Caroscio.
Una 'visita' decisa sul presupposto di una ipotesi di peculato immediatamente respinta dal diretto interessato, compiuta alla presenza del Pm, del comandante del Nucleo di Pt, il tenente colonnello Gennaro Pino, dei difensori dell'indagato – gli avvocati Antonio Leone e Camillo Cancellario – e del presidente dell'Ordine forense, Alberto Mazzeo, quest'ultimo avvisato dopo il via libera chiesto dalla Procura, trattandosi di un legale, al gip Gelsomina Palmieri. L'Ente, parte offesa, è assistita dall'avvocato Luca Russo.