Benevento

A Cittadella non l'hanno presa bene. Hai voglia di dire che qualunque cosa accada tra le mura che la circondano sia oggetto solo di serena comprensione. Il calcio è ovunque pretesto di discussioni e anche in un angolo di paradiso come quello veneto, si può prendere cappello per una sconfitta che non t'aspetti. Il fatto è che l'appetito vien mangiando e Cittadella che ha appena 20mila abitanti, ha sottoscritto quasi tremila abbonamenti in questa estate, sull'abbrivio della A sfiorata la scorsa stagione. E allora, giocoforza, le attese sono aumentate. E lo 0 a 3 contro lo Spezia ha lasciato tutti estremamente perplessi. Il più duro nei confronti dei suoi è stato proprio Venturato: “L’atteggiamento è stato sbagliato, le persone e i giocatori che ci sono oggi a Cittadella devono pensare e ragionare in modo diverso. È la prima volta che faccio una critica così pesante da quando sono a Cittadella. Penso che tutti, io per primo, dobbiamo darci una svegliata. Un errore si può fare, ma quando l’errore si ripete altre due volte allora significa c’è qualcosa che non va”. 

Il Benevento, dunque, si ritroverà davanti un avversario segnato dalla prima sconfitta in campionato. Il timore di tutti sulle rive del Brenta è che le tante partenze (Moncini, Finotto, Schenetti, Settembrini, Pasa) non consentano di ripetere i miracoli degli anni precedenti. A Venturato è mancata soprattutto la difesa, ovvero il reparto, a detta di tutti, considerato più forte dello scorso campionato. E' mancata l'attenzione necessaria contro lo Spezia, ma anche qualche uomo importante, come il difensore centrale Domenico Frare, il ragazzo che era entrato addirittura nell'orbita del Napoli in questa estate. Frare ha un edema osseo e prima della sosta non si parla di rientro per lui. Ma anche Paleari, oggetto di tante trattative (il Torino può ancora prenderlo...), è parso distratto. Sono le storture di un mercato che si chiude dopo l'avvio del campionato. 

Inzaghi conosce bene l'avversario di turno, ci ha giocato in amichevole a Trento meno di un mese fa. Ha lavorato a lungo con i suoi per controbattere il 4-3-1-2 di Venturato (che era anche il modulo del Venezia), sa come affrontarlo. Sa di doversi confrontare con un avversario arrabbiato per uno stop inatteso, ma forse anche un tantino destabilizzato da un risultato che non aveva messo in preventivo. Bisognerà stare attenti, ricordarsi delle situazioni createsi nell'amichevole del 31 luglio. Qualche problema iniziale creato sulla destra dello schieramento giallorosso (soprattutto da Branca e Vrioni), poi equilibri trovati nel corso della gara facilmente condotta in porto. 

La particolarità sarà proprio questa: non ci saranno sorprese tattiche né dall'una, né dall'altra parte. E non conterà un bel nulla il passato e il ricordo di quella semifinale play off che sbarrò la strada della serie A alla strega.