Napoli

La fuga rocambolesca del polacco dal carcere di Poggioreale è stata smorfiata, così come si usa dire, e sono fioccate le vincite a Napoli.

I numeri giocati  sono stati il 9(l’evasione), 44 (i cancelli), 57 (il detenuto). Ovviamente da giocare sulla ruota di Napoli. E la dea bendata ha regalato un ambo da terno. Nelle estrazioni del lotto di ieri sulla ruota di Napoli sono usciti il 9 e il 57. Ed in tanti hanno festeggiato.

Intanto Lisowsky ha raccontato come e cosa abbia fatto in quelle ore di fuga, 36 per la precisione. «Ho fatto tutto da solo. Il piano lo avevo studiato da mesi: sapevo che quel finestrone in alto, sulla parete sinistra della chiesa, dava direttamente sulla strada. In quella cella non resistevo più». Robert Lisowski ha risposto alle domande del sostituto Ernesto Sassano dopo 48 ore di fuga da Poggioreale e spiega che se non fosse stato per la frattura al malleolo rimediata nel planare con un salto si sei metri sul muro di cinta ci sarebbe riuscito a dileguarsi. E chiarisce solo una parte delle ombre che avvolgono ancora il mistero della sua fuga da Poggioreale. E spunta un particolare clamoroso: il polacco, lunedì pomeriggio, ha attraversato la città fino ai Camaldoli, cercando aiuto presso un pastore evangelico che conosceva da tempo.

L’uomo ha ancora una volta precisato di aver fatto tutto da solo e di essere riuscito ad arrivare in strada con quella corda fatta di sei lenzuola. Lisowsky era un frequentato abituale di alcune chiese evangeliche del centro storico. Avrebbe dopo la prima notte trascorsa come un barbone tra le traverse di corso Garibaldi convinto un uomo a farsi accompagnare in via Ignazio di Loyola per raggiungere un pastore che conosceva prima di entrare in carcere, che gli aveva fornito supporto e sostegno in passato. Ed è proprio grazie alla segnalazione del pastore, che chiama le forze dell’ordine per avvisarli della visita di Lisowski, che è arrivata la svolta e la cattura.