Scandone nel caos, Avellino paralizzato sul mercato in attesa della produzione di una nuova fideiussione e con i box dei botteghini del "Partenio-Lombardi" chiusi. Questo pomeriggio, parola al sindaco di Avellino, Gianluca Festa: "Ho incontrato i dipendenti della Scandone, ho detto ad Alberani di proporre almeno l'ingaggio del coach e capire se vorranno fare o meno basket in città. Se non volessero farlo, dovranno motivarlo alla piazza. Siamo giunti a una deadline, quella del 2 settembre, è opportuno che la società dica cosa fare. Se poi si è deciso di fare fallire 71 anni di storia, si deve dire il perché. I lodi non sono una condizione insuperabile e non giustificherebbe la mancata iscrizione della Scandone. Per il calcio ci sono state tre proposte di acquisizione, alcune di queste anche importanti. Poi prendemmo atto della volontà della Sidigas di continuare con il calcio e la società in quel caso si è assunta anche l'onere di continuare con il basket. Cosa è cambiato, non lo so, devono dirlo Mauriello e De Cesare. È evidente che se dovessimo assistere alla volontà di fare scomparire la Scandone, questo mi indurrebbe a riaprire il dialogo con il presidente Petrucci per salvare la Serie B con una wild card. Finché potrò lottare per mantenere in vita la Scandone con la propria matricola lo farò, se dovesse morire, morirebbe un pezzo di storia della città e di tutti noi, ne prenderemmo altro e faremo nascere un nuovo soggetto. Ma la Scandone, a prescindere da tutto, sarebbe morta."
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