REGGINA 1
MESSINA 0
REGGINA (4-3-3): Belardi 7; Di Lorenzo 6,5, Aronica 6, Cirillo 6,5, Benedetti 6,5; Armellino sv (23' pt Maimone 6,5), Zibert 6, Salandria 5,5; Insigne 6,5 (40' st Louzada sv), Viola 5,5, Di Michele 6 (34' st Ungaro sv). A disp.: Kovacsik, Velardi, Masini, Balistreri. All.: Tedesco
MESSINA (4-4-2): Berardi 7; Altobello 5,5, Pepe 6, Stefani 5, Benvenga 5,5; Izzillo 5 (19' st Orlando 5,5), Nigro 6, Damonte 6,5, Mancini 5; Corona 6, Ciciretti 5,5 (43' st Cane sv). A disp.: Iuliano, SIlvestri, Donnarumma, Rullo, Bonanno. All.: Di Costanzo
ARBITRO: Illuzzi di Molfetta 6
RETI: pt 24' Insigne
NOTE: spettatori 9mila circa. Ammoniti: Benedetti, Corona, Viola, Di Michele, Altobello. Angoli 3-4. Recupero pt 2' st 3'
REGGIO CALABRIA. Un palcoscenico da categorie superiori, anche se Reggina e Messina, ora, si giocano la permanenza in Lega Pro. Il primo atto va agli amaranto (davanti ad oltre 9mila spettatori), ma nulla è ancora precluso ai peloritani, che hanno il vantaggio della classifica dalla loro parte. Certo al San Filippo, sabato pomeriggio, dovranno ribaltare l’1-0 del Granillo, firmato Insigne. Gara non spettacolare, nonostante ricordasse i fasti degli anni andati sia per l’una che per l’altra squadra. Una sfida che ha avuto il suo gran sapore anche nella massima serie o in cadetteria e la presenza in campo, in contemporanea, di Belardi, Cirillo, Aronica e Corona, hanno fatto ricordare gli anni andati. Ed anche sugli spalti il tifo è stato di Serie A, tanto che il clima diventa subito infuocato al Granillo. Sul rettangolo verde, invece, le squadre ci hanno messo un po’ a carburare, consapevoli che il verdetto si deciderà nei 180’. Meglio il Messina nelle prime battute, ma più pronta e preparata psicologicamente la Reggina, che deve ribaltare anche l’handicap della classifica. E così, dopo aver mancato una clamorosa occasione con Armellino (infortunato) al 20’, gli amaranto passano al primo lampo del pomeriggio. Fra tanta esperienza, porta la firma di uno dei più giovani in campo, ossia Insigne, che conclude una ripartenza micidiale della Reggina saltando secco Stefani dopo una corsa forsennata di circa trenta metri e depositando alle spalle di Berardi. La squadra di Tedesco mette così in mostra la sua caratteristica principale, la rapidità, dato che il possesso palla spesso e volentieri è lasciato ad un Messina troppo disattento e discontinuo in attacco. Corona è solo, Ciciretti lo rifornisce col contagocce, mentre la difesa sbanda sulle scorribande dei brevilinei attaccanti della Reggina, come allo scadere quando Berardi stoppa Di Michele in uscita. La compagine di casa adotta lo stesso atteggiamento anche nella ripresa. Dopo aver sfiorato il raddoppio con Maimone all’8’ (conclusione dal limite dell’area che esce di poco a lato), si rintana nella propria metà campo, stizzisce gli avversari spezzettando il gioco e abbassando vertiginosamente i ritmi della gara. I siciliani non hanno la forza di reagire ed imporsi, tanto che, eccezion fatta per una staffilata di Damonte respinta da Belardi in maniera pregevole (16’), fa davvero poco nell’area di rigore amaranto. Neppure l’ingresso di Luca Orlando cambia la partita in favore del Messina, con l’attaccante salernitano che ci prova in rovesciata alla mezz’ora ma il suo tentativo è debole. Nel finale ci si aspetta il forcing del Messina, invece arrivano altre due limpidissime occasioni per il 2-0, ma prima è bravo Berardi sul pallonetto di Viola poi nessun calciatore della Reggina arriva sulla palla vagante messa in mezzo da Maimone. Vantaggio minimo, dunque, per i calabresi, che si aggiudicano solo la prima battaglia.