Parola fine sulla Scandone e la partecipazione alla Serie B per la città di Avellino con una nuova società o con altro club. Sipario sul sodalzio nato nel 1948 e nuovo percorso, da legare poi in futuro a quello che è il basket nel capoluogo, replicando quanto già avvenuto in altre piazze storiche della pallacanestro italiana. Questa la prospettiva in Irpinia, al netto di spaccature definitive nell'ambiente. La chiusura della Scandone riserverà uno shock non di poco conto.
Non sembra esserci, anzi non c'è via d'uscita, ma le sorprese sul fronte cestistico sono sempre state dietro l'angolo nella gestione Sidigas. Con la garanzia di 40mila, che può essere presentata entro le prossime 24 ore, potrebbe essere scritta un'ulteriore pagina in un capitolo estivo che resterà, comunque, oltremodo negativo per il basket avellinese. L'addio alla Serie A, la doppia autoretrocessione in Serie B, conservata solo per l'intevento dell'amministrazione comunale rende chiaro il disimpegno della proprietà, in piena difficoltà anche nella gestione del calcio. "Per la Scandone, oggettivamente, dobbiamo pensare a qualsiasi ipotesi possa essere, oggi, messa in campo": così il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, aprendo alle soluzioni per il futuro. La wild card, scartata a luglio, torna d'attualità e può essere strappata solo con un progetto serio. Primi passi in tal senso per garantire una ripartenza immediata.