Benevento

Lo scavo di un altro paio di pozzi piezometri per raggiungere ed analizzare le falde per aggiungere ulteriori dati alle analisi già effettuate dalla società (Artea srl) incaricata dal Comune per effettuare il piano di caratterizzazione che dovrà individuare la fonte di inquinamento dei pozzi all'interno dei quali c'è il tetracloroetilene.

Questa una delle decisioni emerse al termine della conferenza dei servizi che si è svolta questa mattina presso gli uffici della Regione di piazzale Gramazio a Benevento.
Presenti i vertici dell'Ufficio autorizzazioni ambientali e rifiuti della Regione, le associazioni Altrabenevento, Comune, Provincia, Arpac, Asl, Gesesa e l'Artea srl che ha presentato i dati del primo studio effettuato nella zona di Pezzapiana e Rione Ferrovia.

“E' stata una Conferenza di servizi molto articolata durante la quale abbiamo acquisito i pareri in merito alla prima fase del piano di caratterizzazione presentato dalla società incaricata dal Comune di Benevento”, ha spiegato Giampaolo Parente, Dirigente Unità operativa autorizzazione ambientali rifiuti della Regione di Benevento. “Dalla lunga riunione, ha poi spiegato ancora Parente “sono emersi presupposti per fare un lavoro diligente per scoprire finalmente le fonti di contaminazione nel più breve tempo possibile” per i pozzi di Campo Mazzoni, nella zona di via Nuzzolo e Pezzapiana, nell'area di via Mura della Caccia.

La conferenza dei servizi si aggiornerà il prossimo 18 settembre per acquisire “ulteriori dati sugli esami fatti nei pozzi privati delle zone interessate. Bisgona capire bene – ha precisato il dirigente della Regione -, quanto è esteso il sito contaminato. In questa prima fase ci sarà l'integrazione di un paio di piezometri (pozzi) per verificare con attenzione i valori e per capire da dove arriva la contaminazione”. In merito all'ipotetica chiusura dei pozzi interessati dal tetracloroetilene Parente ha spiegato: “Nessuna chiusura perchè l'acqua risulta potabile”.

Continuano invece a chiedere l'immediato stop all'emungimento da quelle falde nella zona bassa di Benevento, gli attivisti di Altrabenevento: “Non possiamo aspettare che l'acqua diventi non potabile”, ha tuonato Gabriele Corona che spiega: “a quel punto sarebbe troppo tardi. I pozzi vanno comunque chiusi perchè risulta una contaminazione delle falde al di sopra dei valori stabiliti dalla legge”.

Il presidente di Altrabenevento, Corona precisa “Non si capisce bene quanto sia estesa la contaminazione e per questo noi abbiamo chiesto le norme di precauzione e di tutela come la chiusura dei pozzi. Intanto che si fanno analisi e studi i pozzi vano chiusi non possiamo aspettare che l'acqua diventi non potabile”.