Con l’inizio del nuovo anno scolastico una nostra lettrice, la professoressa di lettere Amneris Orabona, ci ha inviato una nota nella quale vi sono contenute osservazioni metaforiche del percorso scolastico nel corso degli anni.
La professoressa Orabona, come altri suoi colleghi, ha insegnato “in prima linea” con mille difficoltà in istituti scolastici della Campania (anche a Scampaia) che possono essere definiti avamposti della cultura collocati in territori ad alto indice di criminalità.
La Scuola , ormai, è sulla bocca di tutti, talvolta dilaniata dagli opportunismi, ma sempre più… Europea.
Le Leggi e Riforme che un tempo resero possibile “l’ingresso in società” della giovane Scuola, timida e graziosa, ammirata da tutti i genitori e depositaria delle speranze di chi la considerava “porta d’ingresso del futuro”, oggi deve fare i conti con un contesto in corsa verso un mondo virtuale e poco importa il monito di un insegnante o l’educata riservatezza di un alunno, quando nel nuovo universo emergono, in modo prepotente, modelli irresistibilmente attuali.
La Scuola, sempre bella, è diventata una donna moderna, sfacciata quando deve, la quale impone competenza e tenacia a chiunque voglia “abbracciarla”. Nonostante la continua pioggia di atti normativi e gli incessanti cambiamenti, shakerati con gocce di politica, i professori del Terzo Millennio ci credono ancora fortemente e le estemporanee pizzicate di chi non sa bene cosa significhi “vivere” effettivamente la Scuola, possono solo farci comprendere che nella sua dimensione contemporanea il mondo dell’Istruzione deve svilupparsi in modo eclettico, sotto ogni punto di vista e, diciamolo, questa Scuola è di chi ogni giorno, in silenzio, accusa i colpi e la rende ottima, più che buona.
Amneris Orabona