Eroico. L'Avellino sbanca (1-2) lo stadio "Picco" di La Spezia dopo aver giocato in dieci per ottantanove minuti e, dopo i tempi supplementari, si regala la qualificazione alla semifinale play off contro il Bologna. Venerdì, alle 21, la gara di andata al "Partenio-Lombardi"; il ritorno martedì prossimo al "Dall'Ara", con calcio d'inizio alle 18:30. Vantaggio di Zito nel primo tempo, pari di Brezovec nella ripresa e colpo del k.o. di Comi nel primo tempo supplementare: l'estrema sintesi di una partita dagli inenarrabili contenuti emotivi.
Tegola Castaldo - La marcia di avvicinamento al match è un rincorrersi di voci che non promettono nulla di buono. La fumata nera è ufficiale a quaranta minuti dal calcio d'inizio: Rastelli, che deve fare i conti con l'assenza di Chiosa e Soumarè, incassa il forfait, pesantissimo, di Castaldo. Che non va nemmeno in panchina per via dell'ematoma da stress sotto la pianta del piede destro rimediata contro il Trapani. Lupi in campo con il 4-3-1-2: Frattali tra i pali; linea difensiva da destra verso sinistra disegnata da Almici, Ely, Pisacane e Visconti; a centrocampo Kone la spunta su D'Angelo e affianca Arini e Zito; sulla trequarti agisce Sbaffo. L'attacco, orfano del "dieci" è nelle mani di Mokulu, preferito a Comi, e Trotta. Bjelica, che deve fare a meno degli infortunati Daktovic e Madonna, punta invece, come ipotizzato alla vigilia, sul 4-2-3-1 con Chichizola in porta; Milos, Piccolo, Bianchetti e Migliore in difesa; Brezovec e Juande a centrocampo; Kvrzic, Catellani, Situm alle spalle dell'unica punta Nenè. Strepitosa la cornice di pubblico: sugli spalti più di novemila i tifosi di fede spezzina, che sfoderano una coreografia degna dell'evento; millequindici i cuori biancoverdi, che pulsano all'unisono inseguendo una notte magica.
Nervi tesi - La prima mezz'ora di gioco scivola via sul filo dell'equilibrio. La posta in palio è alta e la partita è maschia. I contatti duri non mancano. Lo Spezia si accende a intermittenza e attacca a folate, affidandosi alla velocità e al talento di Situm e Catellani. L'Avellino tiene bene il campo e cerca le sponde aree di Mokulu, che lotta con caparbietà. Il lupo alza il baricentro con il trascorrere dei minuti. Intorno al quarto d'ora fuggi fuggi verso l'esterno dello stadio di una parte dei tifosi biancoverdi. Attimi di tensione con tre supporters fermati e poi rilasciati dalle forze dell'ordine. Intanto sul taccuino di Gavillucci finiscono Kone e Brezovec, poi Mokulu, per proteste, e infine Arini per un fallo a metà campo su Catellani. Il giallo rimediato al 36' peserà. Il finale di frazione di gioco è incandescente: al 37' Frattali è reattivo su una girata da distanza ravvicinata di Giannetti, imbeccato da un cross basso di Milos; al 40' Zito gela il "Picco" depositando in rete un cross di Almici sul quale era piombato, mancando l'impatto di un niente, Trotta. In tribuna scoppia il parapiglia per l'esultanza della delegazione mista di calciatori, tra cui Castaldo e Bavena, e dirigenza biancoverde. Gli steward riportano la calma con fatica, mentre in campo l'Avellino resta in dieci: secondo ammonizione nel giro di cinque minuti per Arini, autore di un irruento intervento su Giannetti, che era subentrato al 29' a Nenè, costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo un contrasto con Pisacane. Si va al riposo sul risultato di Spezia - Avellino 0-1.
In trincea - In vantaggio nel risultato e in inferiorità numerica, il secondo tempo dell'Avellino è in trincea. Bjelica invoca con ampi gesti la carica la Curva Ferrovia al rientro dagli spogliatoi. Lo Spezia carica a testa bassa e i lupi si difendono col coltello tra i denti. Zito, un autentico leone, lotta su ogni pallone e si sacrifica anche in fase difensiva, togliendo le castagne dal fuoco in fase di ripiegamento. E al 50' va ad un passo dal raddoppio con un sinistro di controbalzo che sorvola di un niente l'incrocio dei pali. Rastelli passa al 4-3-2 inserendo D'Angelo, per Sbaffo, al 59'. Poco dopo sale in cattedra Frattali, strepitoso al 63' nel tuffo che disinnesca il tentativo di correzione in rete di Giannetti su assistenza di Krvzic. Due minuti prima Gavillucci aveva stoppato la gioia di Brezovec con un fischio, rilevando un fallo nel caos a centro area di rigore. La conclusione sotto la traversa del croato non fa male perché il gioco è fermo. Al 65' Frattali è ancora una volta felino nel riflesso con cui salva su un tiro di Migliore. Anche in questo caso, quando Milos devia in rete a porta vuota, il gioco è fermo. Un giro di lancette prima Comi aveva preso il posto di Trotta. La pressione dei padroni di casa trova sbocco al 71': Catellani viene messo giù, Gavillucci lascia correre; arriva a rimorchio come un treno Brezovec che scarica il destro all'angolino che riporta il risultato in parità. Le aquile continuano a premere alla ricerca del colpo del k.o. ma l'Avellino riguadagna metri. Il brivido finale lo regala Giannetti, che al 90' colpisce di testa su cross al bacio di Situm: palla sul fondo di un niente. Si va ai supplementari.
Delirio biancoverde - L'extratime inizia con l'avvicendamento tra Schiavon e D'Angelo: Rastelli esaurisce i cambi sostituendo il capitano che era subentrato nella ripresa. In campo c'è una sola squadra. Al 2' Mokulu affonda dalla fascia e si accentra, prima di scaricare un destro da posizione defilata che si perde in fallo laterale. Poi ci prova Comi, che cresce in maniera esponenziale, con un'incornata debole che si spegne tra le braccia di Chichizola (4'). Ma la festa è solo rimandata. È il 7'. Un minuto destinato a restare nella storia: punizione di Visconti, la difesa ligure non riesce ad allontanare, la palla finisce sui piedi di Comi che si coordina per il destro schiacciato che non lascia scampo a Chichizola: 1-2. Esplode la Curva Piscina mentre sul "Picco" cala un silenzio surreale. L'euforia è smorzata dalla tanta paura per D'Angelo, che si accascia in preda al dolore; l'otto dei lupi viene portato via in barella. Come riferito da Rastelli nel postpartita si teme una rottura della costola dopo uno scontro di gioco. E si capisce il perché del cambio. L'in bocca al lupo per una pronta ripresa è doveroso. Si riprende a giocare e l'Avellino è commovente. Mokulu, Zito, Comi, ma tutti, nessuno escluso, rincorrono gli avversari ovunque nel campo, contendono ogni pallone. Il primo tempo supplementare è finito. In un amen anche il secondo. Il risultato non cambierà più. Impresa straordinaria dell'Avellino che si fa travolgere dall'affetto della sua fantastica gente. Non svegliateli.
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L'inviato a La Spezia, Marco Festa