Battipaglia

Oltre sette ore e mezza di lavoro, un paziente quanto accurato intervento diviso in quattro fasi che ha testimoniato la preparazione degli specialisti del 21esimo Reggimento Genio Guastatori dell'Esercito. Ed è in questa formula di rito urlata dagli artificieri che si realizza l'ultimo atto di una giornata campale non solo per i soldati, ma anche per le forze dell'ordine, i volontari, le istitutizioni e - più di tutti - per i battipagliesi.

Un'evacuazione-monstre, un'attività titanica che ha spinto fuori dalle proprie case oltre 36mila persone, e che ha portato alla chiusura di strade, autostrada, stazione ferroviaria e ospedale. 

Quella che è stata fatta brillare è solo l'ultima parte della spoletta. In pratica, l'ordigno è stato depotenziato attraverso un percorso in quattro fasi. L'esplosivo è stato di volta in volta aspirato e bruciato, come si procede solitamente in questi casi. Fino all'epilogo: quell'esplosione a distanza che sancisce, per i battipagliesi, il ritorno alla normalità dopo una giornata campale.