Benevento

Archiviata dal gip Giuliana Giuliano, così come aveva chiesto la Procura, ma non le parti offese, rappresentate dall'avvocato Carmen Esposito, l'inchiesta sulla morte di un 79enne di Benevento, bidello in pensione, avvenuta il 4 gennaio del 2015, per la quale erano stati tirati in ballo sette medici del Fatebenefratelli, difesi dagli avvocati Mario Girardi, Angelo Leone, Andrea De Longis junior, Vincenzo Gallo, Benedetto Del Vecchio, Antimo D'Alterio e Giorgio dei Santi.

Si tratta di una vicenda drammatica nella quale erano stati coinvolti anche altri sette sanitari: per due è già stata disposta l'archiviazione, per gli altri cinque è scattato, a gennaio, il rinvio a giudizio, con processo fissato per il 20 settembre.

L'anziano, affetto da problemi cardiaci, era ricoverato in ospedale da alcuni giorni. Era stato sottoposto ad una coronarografia e ad un'angioplastica, poi per le sue condizioni era stato trasferito dal reparto all'Unità di terapia intensiva cardiologica, dove il suo cuore si era fermato per sempre. La tesi dell'accusa è che a stroncare il paziente sia stato uno “choc ipovolemico da progressiva anemizzazione” determinata “da ulcerazioni a livello gastrico” provocate da una piccola spilla da balia che era stata rinvenuta nel corso dell'esame autoptico curato dal medico legale Monica Fonzo.

Ai sanitari, che lo avevano visitato più volte, viene contestato di non aver agito con tempestività, in particolare dopo l'abbassamento del livello di emoglobina. Fossero intervenuti in modo “corretto ed adeguato”, sostiene il Pm, sarebbe stato possibile evidenziare, “con elevata probabilità”, la presenza di quel corpo estraneo finito chissà come in corrispondenza dell'intestino.