Una denuncia che in poche ore è diventata virale e ha fatto indignare tutti. Un episodio grave, di offese ingiustificabili accaduto a Benevento al Teatro Romano. "Mia figlia e la cuginetta – si legge nel post della donna che denuncia l'accaduto - all’uscita dal pub, chiedono di visitare il Teatro Romano aperto al pubblico.
Entriamo pagando i biglietti e una volta nel Teatro veniamo accolti da un energumeno che ci dice di seguire la visita guidata.
Mio marito gli dice che le bambine volevano vedere due minuti il Teatro ma lui gli si avventa contro urlando quanto di seguito: imbecille, mongoloide eccetera... e qui il patatrac... avendo al seguito mia nipote, meravigliosa bimba con sindrome di down, gli chiediamo di non usare più quella parola e lui di tutta risposta si avventa nuovamente... continuando ad urlare... mongoloidi.
Ora come vogliamo fare cultura se nell'organizzazione permettiamo che detti soggetti inqualificabili siano il biglietto da visita?
Quanta amarezza...
Nonostante le scuse del responsabile dell'evento... per quel che servono!
Sono stata comunque grande nel bloccare mio marito e mio cognato... una femmena con i muscoli...
Ridiamoci su con la certezza che non finirà qui...”.
Episodio per il quale, pochi minuti fa è arrivata la risposta di Ferdinando Creta, direttore del Teatro Romano di Benevento.
“Da mesi, sto mettendo in campo uno sforzo di valorizzazione del Teatro Romano di Benevento, senza lesinare energie, con la dedizione e lo spirito di abnegazione che da sempre mi guidano nella mia professione, giacché considero la cultura e la bellezza patrimonio di tutti. Ecco perché, da Direttore dell'Area Archeologica del Teatro Romano, non posso permettere che un monumento di tale magnificenza diventi luogo di scontro verbale, di conflitto, di turpiloquio o di atti di arroganza. I fatti accaduti ieri sera, durante uno degli appuntamenti serali della rassegna Benevento Città Teatro, e a me segnalati, sono di una gravità inaudita. Non solo mi dissocio da qualsiasi atteggiamento irrispettoso da chicchessia posto in essere, ma avvierò, immediatamente, un'indagine interna per verificare l'accaduto, anche se mi sento di escludere che si tratti di persone stabilmente inserite nella struttura del Teatro Romano. Da Direttore di uno spazio che trasuda bellezza e cultura, sento su di me il peso delle riferitemi offese arrecate ai visitatori coinvolti nell'accaduto, e a loro chiedo scusa, prendendo le distanze da gesti e parole pronunciate ... di tanto risponderà solo chi se ne è reso autore”.