Benevento

Un pezzo di legno lungo poco più di mezzo metro e sporco di sangue. Vengono i brividi a pensarci, all'idea che lei lo abbia adoperato per colpire il suo piccolo di quattro mesi alla testa ed al volto. Dopo averlo raggiunto in quella scarpata profonda sei, sette metri in cui lo avrebbe gettato. La statale 372 il teatro di un orrore che si fa fatica a comprendere, che toglie il fiato.

Chissà se Loredana M., la 34enne originaria di Campolattaro, chiusa da ieri in una cella del carcere di contrada Capodimonte con a carico un'accusa pesantissima, riuscirà mai ad elaborare, ripercorrendoli, quegli istanti che hanno stroncato la vita del bimbo e devastato per sempre la sua.

Difesa dall'avvocato Michele Maselli, e con il supporto di un esperto di linguaggio dei segni, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere al sostituto procuratore Vincenzo Toscano ed ai carabinieri quando dal Rummo, dove era piantonata, l'hanno trasferita presso la caserma del comando provinciale dell'Arma.

Domani comparirà dinanzi al gip Maria Ilaria Romano per l'udienza di convalida dell'arresto, resta da capire se continuerà a restarsene in silenzio o se deciderà di provare a spiegare ciò che è successo.

Lo farà in mattinata, prima dell'autopsia che il medico legale Emilio D'Oro – come anticipato ieri – eseguirà nel pomeriggio su incarico del Pm, probabilmente alla presenza di un consulente indicato dalla difesa. Un esame fondamentale per stabilire se la morte del neonato sia stata determinata dall'impatto con il terreno o dai colpi che la madre gli avrebbe inferto, o se entrambi abbiano agito come concause fatali.

Un dramma assurdo: se la ricostruzione che ne hanno fatto gli inquirenti sarà confermata, il gesto agghiacciante di una giovane che conviveva con un uomo in un centro della provincia di Avellino, anch'egli affetto da sordomutismo. Lui ne aveva denunciato l'allontanamento nella serata di domenica, quando la compagna era andata via con il bimbo a bordo di quella Opel Corsa che intorno alla mezzanotte era finita contro un guard rail lungo la Benevento-Caianello, all'altezza di Solopaca. Il piccolo era volato giù, nel vuoto: poi, quei colpi assestati con un pezzo di legno.

Una mamma ingoiata dal buio, che non riconosce più se stessa e la sua creatura: fotogrammi di una tragedia impossibile da dimenticare.