Benevento

In quanto a moduli questa serie B sembra assolutamente stereotipata. L'assetto più in voga è certamente il 4-3-1-2, con un centrocampo a tre e la riscoperta del trequartista, anche quando quest'ultimo è nient'altro che un centrocampista dalle caratteristiche più offensive di un altro.

Dicevamo questo perchè anche laVirtus Entella, ospite domenica del Benevento al Vigorito, adotta questo sistema di gioco. I liguri, però, a differenza di qualche altra squadra il trequartista ce l'hanno davvero ed è tra i migliori della categoria. Andrea Schenetti, le utime cinque stagioni a Cittadella, 140 partite e 19 gol nella squadra veneta, è senz'altro uno dei punti di forza della matricola di Chiavari, che ha nelle sue fila anche uno degli “immortali” giallorossi, quelli, cioè, che hanno vinto il campionato di B, Mirko Eramo, e il beneventano Mauro Coppolaro, il ragazzo (22 anni), partito dalla Valle vitulanese (Di Dio Team) per approdare prima alla Reggina, poi in tante altre formazioni di B. Un'ottima squadra quella di Boscaglia (lo ricordate? Fu sul punto di sedersi sulla panchina giallorossa nel “dopo-Auteri”), che deve rinunciare al centrocampista Crimi per almeno 6 mesi dopo l'intervento al crociato, ma che ha l'organico giusto per non risentire della sua assenza.

Siamo partiti dalla Virtus Entella per arrivare alla possibile formazione che Inzaghi le potrà opporre. Lo stesso tecnico ha sottolineato che avrebbe monitorato con attenzione chi finora ha giocato senza mai staccare la spina, perchè il tour de force della passata settimana può aver lasciato delle scorie nei muscoli dei giocatori, ma vista la preparazione svolta, appare difficile che qualcuno abbia già l'esigenza di riposare, anche in considerazione che tra poco piò di una settimana (dopo la trasferta di La Spezia, nella settimana a cavallo di domenica 13 ottobre) ci sarà una nuova sosta che consentirà di tirare il fiato e rimettersi di nuovo in carreggiata.

Inzaghi l'ha ripetuto più volte: lui non guarda all'avversario per scegliere la formazione giallorossa da mandare in campo. E' un'affermazione che viaggia su un filo sottile, perchè pur senza farsi condizionare dall'assetto avversario, studia bene quale possa essere il tipo di partita che potrà scaturirne e dunque quali giocatori possano essere quelli più adatti alla sfida.

Tant'è che per alcune gare ha scelto di alternare gli esterni (uno offensivo, l'altro più di copertura, come a Salerno), ma per altre, come col Cosenza (3-5-2), ha optato senza reticenze per un 4-2-4 “tout court” con due esterni entrambi offensivi. Sta di fatto che al cospetto di squadre che adottavano il 4-3-1-2, Inzaghi si è sempre schermato con un “falso esterno”: lo ha fato a Pisa, poi contro il Cittadella, infine martedì a Pordenone. E' un indizio da tenere in considerazione, anche dopo le belle prove di Kragl e Tello, sicuramente più propositivi in questo momento di Improta e Insigne. Ancora una volta tutto ruota attorno alla scelta degli esterni, dubbi che potranno essere sciolti anche dalla condizione dei singoli. Alla fine chi sta meglio gioca.