Aveva chiesto un risarcimento del danno morale, ma la sua domanda è stata rigettata dal giudice civile Quirino Caturano. Niente da fare per Ignazio Catauro, che, assistito dall'avvocato Domenico De Chiaro, si era rivolto al Tribunale per una vicenda iniziata alcuni anni fa, quando l'allora presidente della Camera di commercio, Gennarino Masiello – rappresentato dagli avvocati Vincenzo Regardi e Roberto Pulcino –, lo aveva querelato per alcune dichiarazioni, anche rimbalzate su facebook, ritenute lesive del suo onore e dell'Ente camerale.
La querela era stata presentata su mandato della giunta, della quale facevano parte, all'epoca, Antonio Campese, Gianluca Alviggi, Aurelio Grasso, Raffaele Damiano e Michele Pastore, anche loro convenuti in giudizio con l'avvocato Gianleonardo Caruso.
Nel giugno del 2013 la Procura aveva però proposto l'archiviazione, incrociando il sì del Gip, che l'anno successivo aveva scritto la parola fine sull'indagine, sostenendo che le affermazioni rientravano nell'esercizio del diritto di critica sulla gestione dell'ente da parte di un suo consigliere.
Una pronuncia che aveva indotto Catauro, come detto, ad avanzare la richiesta di un risarcimento per il danno morale subito per essere stato sottoposto ad un procedimento poi archiviato, e per essere stato calunniato. Un'istanza che il giudice ha però respinto, condannandolo al pagamento delle spese di lite.